martedì 14 novembre 2017

Indivisibili di Edoardo De Angelis

Italia 2017
Titolo Originale: Indivisibili
Regia: Edoardo De Angelis
Sceneggiatura: Edoardo De Angelis, Barbara Petronio, Nicola Guaglianone
Cast: Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Tony Laudadio, Marco Mario de Notaris, Gianfranco Gallo, Gaetano Bruno, Peppe Servillo, Antonio Pennarella
Durata: 100 minuti
Genere: Drammatico


Prosegue a gonfie vele l'esperienza con il Cineforum a Vimodrone, con un buon successo di pubblico, che pian piano sta iniziando ad accorgersi di noi e, soprattutto negli ultimi tempi, ha iniziato ad essere frequentato anche da persone diverse dai soliti spettatori abituali. E' un po' effettivamente che non ne parlo su questo blog, semplicemente perchè le ultime pellicole proposte dalla nostra associazione le avevo già viste in precedenza e ne avevo già parlato su questo blog, ma ora è tempo, finalmente, di parlare di un film che già l'anno scorso, all'epoca della sua uscita, avevo adocchiato, ma non avevo avuto modo di vederlo. Un film che tra l'altro è stato candidato a ben diciotto David di Donatello, vincendone ben sei, un film che ho avuto dunque modo di vedere, per la prima volta, con l'associazione con la quale collaboro e che, a me e al pubblico, è piaciuto molto.
"Indivisibili" racconta la storia di Dasy e Viola, interpretate rispettivamente dalle gemelle Angela Fontana e Marianna Fontana, due gemelle siamesi che si esibiscono come cantanti in matrimoni, battesimi e feste di paese. La loro condizione, che le tiene collegate fisicamente attraverso la gamba, ma soprattutto emotivamente, viene pesantemente sfruttata dai genitori e dal prete della parrocchia, che lucrano sulla loro condizione facendole esibire alla stregua di due fenomeni da baraccone ed alimentando la superstizione dei fedeli che pesano che toccare il loro punto di collegamento porti fortuna. Quando però le due, grazie all'incontro fortuito con un medico interpretato da Peppe Servillo, scoprono che possono essere separate e vivere una vita indipendente l'una dall'altra, il padre comincia ad essere preoccupato dalla possibilità di perdere una grossa fonte di guadagno per la famiglia.
Non stupisce come un film del calibro di "Indivisibili" sia riuscito ad ottenere un così buon successo da parte della critica, che lo ha premiato a destra e a manca, elogiandone le buone qualità tecniche, le ottime interpretazioni da parte di attori pressochè esordienti, tra le quali spiccano ovviamente quelle delle due bellissime gemelle risultando naturali ed estremamente credibili nella loro condizione, ma soprattutto per l'elevata qualità a livello di contenuti, che aprono a riflessioni interessanti non tanto sulla condizione delle due protagoniste, utilizzata quasi come un pretesto, quanto più che altro per l'abilità del regista nel ritrarre uno spaccato della società in cui tutti fanno ciò che possono per tirare avanti, per guadagnare quel che serve per continuare a vivere, portando però a galla esempi totalmente sbagliati, probabilmente estremizzati e romanzati e sicuramente posti all'interno del film sotto da un punto di vista totalmente simbolico, ma comunque molto plausibili.
E' dunque per questo che viene immediato non empatizzare con nessun componente della famiglia delle due ragazze, con tutti che dicono di amarle a dismisura, ma comunque disposti a sfruttarle per lucrare sulla loro condizione, così come è difficile empatizzare con un sacerdote che si è creato una piccola comunità di migranti, che sfrutta le due ragazze per alimentare la superstizione dei suoi fedeli, tanto meno è ancora più difficile farlo verso il produttore che nota il loro talento ad una festa, che le porta sulla sua barca solo per far aumentare il numero di belle donne al suo servizio. Si nota però quanto sia forte il legame tra le due sorelle e quanto il loro carattere, in realtà, sia quasi agli antipodi. Il loro legame è ovviamente fortissimo, lo è quello tra due gemelli omozigoti, lo è ancora di più tra due gemelli siamesi, costretti a vivere un'intera vita in due corpi diversi che però poi alla fine sono uno solo, ma il loro carattere emerge in due fasi in cui la forza apparente dell'una diventa presto estrema debolezza e fragilità e la timidezza dell'altra si trasforma in una forza smisurata nell'affrontare le difficoltà che la vita pone loro davanti.

Voto: 7,5

3 commenti:

  1. Quella, finale, probabilmente è una delle scene più commoventi e delicate viste quest'anno. Gran film, davvero.

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  2. Il tormentone del mio (quasi) suocero, che continua a chiedermi "Hai visto Indivisibili?"
    Ecco dovrei proprio rimediare, anche solo per poter finalmente risponde a quella domanda ;-) Cheers

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  3. D'accordo su tutto, anche perché è piaciuto anche a me, anche se in verità seppur plausibile è un film poco credibile, ma nonostante ciò riesce a farsi apprezzare pienamente ;)

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