martedì 21 novembre 2017

Saw: Legacy di Michael Spierig, Peter Spierig (2017)


USA 2017
Titolo Originale: Jigsaw
Regia: Michael Spierig, Peter Spierig
Sceneggiatura: Pete Goldfinger, Josh Stolberg
Cast: Matt Passmore, Callum Keith Rennie, Clé Bennett, Tobin Bell, Hannah Emily Anderson, Laura Vandervoort, Paul Braunstein, Mandela Van Peebles, Brittany Allen, Josiah Black
Durata: 92 minuti
Genere: Thriller, Horror


Siamo finalmente - dipende dai punti di vista ovviamente - giunti al termine della rassegna dedicata da questo blog alla saga di "Saw", che è iniziata ormai a fine Agosto e si è protratta per due lunghi mesi e mezzo nell'analizzare, per quel che possibile, uno ad uno, tutti i film ad essa appartenenti. Arriviamo dunque ad un ottavo capitolo che arriva nelle sale ben sette anni dopo l'ultimo, quel "Saw 3D - Il capitolo finale" che con una realizzazione di certo approssimativa, ma con un buon colpo di scena, era riuscito a tirare le fila di una saga che si sarebbe dovuta chiudere con il terzo capitolo. Un ottavo film realizzato con l'intento di far ripartire la saga - Dio ce ne scampi, a dirla in maniera sincera - parlandoci di quella che è stata l'eredità lasciata da John Kramer, il protagonista della saga morto, per l'appunto, nel terzo capitolo.
Cinque persone sono imprigionate in un vecchio granaio, ognuna di esse con un collare legato ad una catena che inizia a tirarli verso una sega circolare attiva: parte una registrazione di John Kramer che richiede un piccolo sacrificio di sangue per poter sopravvivere e proseguire nel percorso. Da qui, inizierà un percorso in cui i cinque malcapitati dovranno rendere conto di determinate scelte fatte in passato, prendendo man mano un'importante decisione che, nel caso non venisse presa, farebbe morire tutti i componenti del gruppo. Avevo una certa curiosità per questo ottavo capitolo della saga non tanto per il film in sè, quanto più che altro per i due registi coinvolti, Michael Spierig e Peter Spierig già visti in quel piccolo gioiellino di "Predestination" e sui quali confidavo per vedere quanto meno un film con tutti i crismi del caso.
Il risultato alla fin fine non è stato del tutto deludente a dire la verità: al solito, siamo arrivati ad un ottavo film in cui per costruire delle torture interessanti bisogna in qualche modo esagerare, oppure utilizzare l'approccio dei due registi che è quello di mostrarci meno rispetto ai film precedenti, un po' come veniva fatto nel primissimo capitolo della saga. Il più delle volte in questo film la tortura viene intuita più che mostrata nella sua interezza e questo fa aumentare in qualche modo l'interesse verso la pellicola. Un film che però purtroppo mostra delle evidenti pecche a livello di sceneggiatura e una serie di incongruenze mica male che inficiano un po' quello che è il colpo di scena finale. Un colpo di scena tra l'altro che è telefonato per ben due motivi: il primo è che ovviamente te lo aspetti, in quanto il film appartiene ad una saga che ha fatto del colpo di scena il suo marchio di fabbrica, il secondo è che ad un certo punto si capisce proprio quale sarà questo colpo di scena.
A sorpresa io ne offro un altro però di plot-twist: nonostante tutti i suoi difetti e nonostante mi aspettassi poco o nulla, con questo film mi ci sono abbastanza divertito e non sono riuscito proprio a volergli male del tutto. Insomma, tra i film appartenenti a questa saga, penso di aver visto di peggio, ecco.

Voto: 5,5

1 commento:

  1. Ho il commento in rampa di lancio, ma siamo allineati, mi ha fatto piacere rivedere Jigsaw al cinema, mi ha intrattenuto, ma se poi ci pensi, è di nuovo la stessa storia mista beh, almeno altre sette volte. Un film che si piazza un po’ a metà, per ora va bene così, ma spero in soggetti un po’ più innovativi per il futuro. Cheers!

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