lunedì 19 febbraio 2018

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (2017)

Italia, Francia, Brasile, USA
Titolo Originale: Call Me by Your Name
Regia: Luca Guadagnino
Sceneggiatura: James Ivory
Cast: Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois
Durata: 130 minuti
Genere: Drammatico


Ci siamo quasi, i recuperi dedicati ai nove candidati all'Oscar come miglior film stanno quasi per finire e nel momento in cui scrivo mancano solamente tre film all'appello, di cui sicuramente si parlerà nel corso dei prossimi giorni prima del 4 Marzo. Perchè ovviamente il 4 Marzo le elezioni parlamentari passeranno in secondo piano, saranno gli Oscar la vera cosa importante - no, non è vero, anche perchè sarò impegnato ai seggi, però almeno si stempera un po' la tensione -. Inorgoglisce il fatto che tra i nominati ci sia un film tutto italiano, ma girato in lingua inglese. Nominato non solo nella categoria principale, ma anche in altre tre: miglior attore a Timothée Chalamet, miglior sceneggiatura non originale e miglior canzone a Sufjan Stevens per "Mystery of Love". Un film che ha subito fatto parlare di sè sulla rete e da parte della critica che però in Italia, da parte del pubblico ordinario, sembra essere passato colpevolmente abbastanza in sordina tant'è che clamorosamente riguardo a questa pellicola non si sono sentite nemmeno cazzate da parte del buon Mario Adinolfi - sappiate che la maggior parte delle volte che dico introduco un nome con "buon" è perchè questa persona mi sta immensamente sui coglioni e il buon Mario Adinolfi ne è un esempio lampante -.
Bisogna mettere subito in chiaro una cosa: "Chiamami col tuo nome", quinto film da regista di Luca Guadagnino, ci è stato anticipato come il racconto di una storia d'amore omosessuale tra Elio, interpretato da Timothée Chalamet, e Oliver, interpretato da Armie Hammer, studente ventiquattrenne che va a vivere per un certo periodo con la famiglia di Elio. Chi racconta la trama di "Chiamami col tuo nome" mette al centro l'aspetto "omosessuale" della vicenda, quando in realtà, vedendo il film, si capisce subito che i contenuti della pellicola non si possono ridurre in maniera così semplicistica alla sola storia d'amore tra due uomini. Innanzitutto mi piace pensare che il film parli d'amore, non di amore omosessuale o eterosessuale o pansessuale o qualsiasicosasessuale. Ma semplicemente d'amore, evidenziando benissimo come il personaggio di Elio stia vivendo un qualcosa di travolgente e in cui io, ma penso chiunque altro, da eterosessuale mi ci sono anche trovato. Ne viene messa al centro la bellezza dell'amore, le fasi dell'innamoramento di Elio verso Oliver, la sofferenza, la fatica. Tutte cose che anche un eterosessuale vive e che proprio per questo mi pare abbastanza riduttivo pensare che "Chiamami col tuo nome" possa essere un manifesto dell'amore omosessuale, quanto più che altro un ottimo manifesto d'amore.
Un manifesto sull'amore, quello che porta in scena Luca Guadagnino, in cui gli interpreti vengono messi al centro della vicenda e sono fondamentali per la sua buona riuscita: Timothée Chalamet dà l'impressione di essere un talento naturale della recitazione, magari ancora un po' grezzo, magari col passare del tempo si perderà per strada, però è innegabile che ci potrebbe dare grosse soddisfazioni in futuro, mentre anche Armie Hammer, che normalmente non mi fa impazzire si comporta benissimo. Sono anche i contenuti della storia ad essere importanti e pieni di significato, in quanto il personaggio di Elio vive non solo una bella storia d'amore, ma cresce anche come persona e il dialogo finale con il padre è una di quelle cose che potrebbe farmi tornare un po' di fiducia nel genere umano. Ed è strano che un mezzo orso come me riesca ad apprezzare e ad emozionarsi con una storia del genere, di cui ammetto di aver avuto anche un po' di paura prima di approcciarmi: si sa che l'aspettativa è una brutta bestia e qui non era nemmeno così alta, visto quanto il film è stato pompato oltreoceano.
Il regista Guadagnino mette tutto se stesso in questo film, la relazione tra i due protagonisti viene raccontata pian piano, senza alcuna fretta, senza voglia di stupire subito e a tutti i costi. La loro storia ci viene mostrata con delicatezza e con uno stile registico davvero sopraffino, in grado di far entrare lo spettatore nella storia sia per quanto riguarda l'empatia con i protagonisti, sia per quel che riguarda la fotografia, che ci mostra paesaggi italiani di straordinaria bellezza di cui molto spesso non ci accorgiamo. "Chiamami col tuo nome" è dunque un bel film, riuscito sotto ogni punto di vista che fa anche pensare a come si dovrebbe realizzare cinematograficamente parlando una storia di questo tipo, ovvero nella maniera più semplice possibile. Ed è forse per questo che nessuno ci ha mai pensato prima.

Voto: 8,5

2 commenti:

  1. Devo darmi una mossa e andare a vederlo prima che lo tolgano dalle sale, in particolare dopo questo post, mi hai fatto venire voglia di sbrigarmi ;-) Cheers

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  2. Assolutamente d'accordo. Un film sull'amore "assoluto", che gioca sull'emozione e sul coinvolgimento, che dribbla il rischio di cadere nel ridicolo e, al contrario, ne esce alla grande colpendo al cuore lo spettatore. Bellissimo.

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