venerdì 2 febbraio 2018

L'ora più buia di Joe Wright (2017)

Regno Unito 2017
Titolo Originale: The Darkest Hour
Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Cast: Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Ben Mendelsohn, Lily James, Ronald Pickup, Stephen Dillane, Nicholas Jones, Richard Lumsden, Jeremy Child, Samuel West, David Schofield, Adrian Rawlins, David Strathairn, Charley Palmer Rothwell
Durata: 114 minuti
Genere: Biografico


È abbastanza risaputo che un biopic, per essere interessante, deve essere basato su un personaggio interessante. Lo puoi fare sul signor McDonald come "The Founder" oppure su Stephen Hawking come "La teoria del tutto" e otterrai un buon successo, quasi matematico, sia da parte della critica sia da parte del pubblico. Se il biopic lo fai, che ne so, su Alfonso Signorini o su Barbara D'Urso non penso che il successo potrebbe essere lo stesso, così come non penso che per interpretare tali personaggi le scelte dal punto di vista del cast possano essere di buon livello. Perchè il secondo elemento per fare un biopic interessante è trovare un buon attore che interpreti il protagonista e spesso accade, grazie a tali attori, che l'intero film si regga quasi interamente sulla loro performance, spostando completamente l'attenzione sulla reale qualità del film. Tant'è che per "L'ora più buia", pellicola di Joe Wright - su cui ritorneremo - basata su un particolare momento della vita di Winston Churchill, sono settimane che non si fa altro che parlare della performance perfetta di Gary Oldman, valsagli il Golden Globe come miglior attore protagonista per un film drammatico e la nomination all'Oscar come miglior attore protagonista, con statuetta a detta di molti praticamente assicurata. Pochi si sono accorti del fatto che il film sia anche stato nominato come miglior film, tutti hanno parole soltanto per la prestazione del protagonista. Che poi, sarà vero che questa è la cosa da ricordare del film?
Partiamo però dalla sua trama: subito dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, qui interpretato da Ronald Pickup, Winston Churchill, interpretato per l'appunto da Gary Oldman, eletto prontamente primo ministro, si troverà a dover decidere se negoziare un trattato di pace con la Germania nazista o continuare la guerra per difendere gli ideali della propria nazione. Si capisce dunque subito che "L'ora più buia" opera la scelta intelligente di non narrarci tutta la vita di Churchill - per quello ci sono già stati tanti film e probabilmente nei prossimi anni ce ne saranno altrettanti - ma di concentrarsi su un piccolo scorcio della sua vita, nella prima vera grande decisione presa dall'uomo come primo ministro. Joe Wright poi è un regista che io apprezzo particolarmente, è stato pur sempre quell'uomo in grado di farmi piacere "Orgoglio e pregiudizio" - e molte persone, soprattutto una (spero che tu mi legga e che senta tutti gli insulti che ho nella testa per te) sanno quanto io detesti quel romanzo - e anche la trasposizione di "Anna Karenina", e vederlo finalmente alla prova con un film dedicato ad un personaggio che apprezzo pare già un punto di partenza migliore rispetto ai due miracoli da lui fatti in precedenza.
E' però vero, come molti ci hanno fatto capire nelle scorse settimane, che il film viva e venga estremamente valorizzato dalla performance di Gary Oldman, truccato in maniera irriconoscibile per assomigliare il più possibile a Winston Churchill - roba che per me in quel film c'è Gary Oldman solo perchè lo dice la locandina, avrebbero potuto scrivere qualsiasi nome e ci avrei creduto - e in grado di dare al personaggio molte di quelle caratteristiche sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista umano che lo hanno reso come uno degli statisti più importanti del ventesimo secolo. Uno di quei personaggi che non le mandava a dire a nessuno e che metteva in ogni suo discorso quella punta di antipatia tale da fartelo stare simpatico, quel tipico umorismo britannico che chissà se davvero nella realtà era così. Già avevamo avuto in tempi recenti l'interpretazione di John Lithgow nella prima stagione di "The Crown" in cui era un personaggio importantissimo ed interpretato alla grandissima, ma sicuramente non centrale ed è proprio in questo film che la personalità di Churchill viene tracciata a tutto tondo, anche solo parlando di un mesetto scarso della sua carriera politica.
Gary Oldman oscura un po' tutto il film che, sua performance a parte, è un buon film, ma sicuramente non eccezionale. Innanzitutto il supporting cast è di buon livello, con Lily James e Kristin Scott Thomas a spiccare sugli altri, così come c'è spazio anche per qualche chiarimento sull'evacuazione di Dunquerque, nel caso la visione di "Dunkirk" - per me uno dei migliori film dello scorso anno - non vi fosse bastata. Ma c'è soprattutto spazio per Winston Churchill e la sua personalità, che viene fuori in tutto il film e soprattutto nella memorabile scena della metropolitana: immaginatevi una scena del genere in Italia, con il governante di turno che prende la metro e la gente gli risponde che si stava meglio quando c'era LVI, ecco in "L'ora più buia" l'incontro del protagonista con la popolazione, con tanto di discussione con un bambino - chissà quanto tutto ciò sia stato romanzato poi - è la scena più commovente dell'intera pellicola e rappresenta sicuramente il crocevia di un film che si concentra, forse giustamente, sul raccontare il personaggio nel miglior modo possibile, piuttosto che creare un contorno cinematografico di livello elevato.

Voto: 7

2 commenti:

  1. Il Churchill di Lithgow me lo porterò sempre nel cuore, a questo ho paura ad approcciarmi. Staremo a vedere.

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  2. Il mio parere lo conosci, scrivendo della seconda stagione di "The Crown" (in arrivo) ho tirato dentro anche il mio adorato John Lithgow, è inevitabile il confronto.
    Ma se John Lithgow per me è stato più bravo, Gary Oldman qui è perfetto, perchè incarna il Churchill che serviva a questa storia. Un film pieno di cose che poco sopporto (tipo la retorica) che però mi ha conquistato anche grazie al Vecchio Uomo ;-) Cheers!

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