mercoledì 7 febbraio 2018

The Midnight Man di Trevor Zariwny (2017)

USA 2017
Titolo Originale: The Midnight Man
Regia: Trevor Zariwny
Sceneggiatura: Rob Kennedy, Travis Zariwny
Cast: Logan Creran, Robert Englund, Grayson Gabriel, Emily Haine, Gabrielle Haugh, Summer H. Howell, Callie Lane, Keenan Lehmann, Louise Linton, Abigail Pniowsky, Meredith Rose, Lin Shaye, Michael Sirow, Kyle Strauts, Luca Villacis
Durata: 82 minuti
Genere: Horror


In questo inizio di 2018, nonostante gli horror usciti al cinema siano stati un bel po' - a memoria d'uomo ne ricordo almeno uno a settimana - non c'è stato particolare spazio per il mio genere preferito su questo blog, avendo dirottato da qualche settimana la mia attenzione sui film candidati agli Oscar e sullo speciale su Dario Argento che sto portando avanti senza darmi una particolare scadenza. In una serata di nullafacenza e di scarsa voglia di vedermi un film impegnato e impegnativo ho dunque deciso di recuperare uno dei primi film horror usciti in questa annata, che prende ispirazione da una interessantissima creepypasta. Non che mi aspettassi nulla di particolare dal film in questione, anzi il sentore che fosse una mezza bestialata era tanto, ma la mia fame di cinema dell'orrore mi ha portato a dare un'opportunità anche a questo lavoro che, devo dire, sotto certi aspetti è riuscito pure a sorprendermi. O meglio, mi aspettavo facesse molto più schifo, invece è solo un horrorino anomino che sa come intrattenere e quali carte giocarsi per farsi accettare dal pubblico.
Per parlare di "The Midnight Man" come pellicola bisogna partire dal principio, ovvero la creepypasta su cui è basato, quella del "Gioco di mezzanotte": nato come rituale pagano come punizione per coloro che non rispettavano i precetti della propria religione. Ogni partecipante al gioco deve avere una candela, una porta di legno, una goccia del proprio sangue, un pezzo di carta, qualcosa per fare del fuoco - fiammiferi o accendino - e del sale, tanto sale. Dopo aver seguito le regole di preparazione del rituale - che è meglio se ve le leggete sulla pagina ufficiale - bisogna stare completamente al buio e cercare, con la sola luce della candela, di sfuggire all'uomo di mezzanotte. Il fatto che la candela si spenga è il segnale inequivocabile che l'uomo è vicino per ucciderti e devi cercare di riaccenderla subito, o rinchiuderti in un cerchio di sale per sfuggirgli. Se non riesci a riaccendere la candela o a chiuderti in un cerchio di sale, l'uomo di mezzanotte indurrà nella tua mente un'allucinazione della tua più grande paura, che durerà fino alle tre e trentatre. A quest'ora, che tu sia riuscito a sfuggire all'uomo di mezzanotte o che sia ancora preda della sua allucinazione, il gioco termina e l'uomo di mezzanotte ti lascerà libero.
Su questa storia gioca il film in questione, facendolo nella maniera più classica possibile e senza particolari guizzi creativi: la storia comincia negli anni '50 con una scena in cui delle persone giocano al gioco di mezzanotte con conseguenze ovvie e poi subito un flashforward in cui una ragazza, che da tempo si occupa della nonna malata di Alzheimer e la cui madre si è suicidata da tempo, trova assieme ad un amico una scatola in soffitta nella quale, una volta apertala, troveranno le istruzioni per giocare al gioco e decideranno di seguirle. A tutto ciò c'è da aggiungere che la nonna, quando vede i due con la scatola contenente le regole aperta davanti a loro, si spaventa terribilmente, rischiando un attacco di cuore. Ed è qui che entra in gioco Robert Englund, in qualità di dottore della vecchia, che porca puttana io dico hai fatto una carriera intera in cui sei diventato il cattivo dei film horror più iconico di tutti i tempi e ti metti a fare il buono in un horrorino per adolescenti? Ma a quelli del casting, quando hanno pensato a lui per quel ruolo, cosa gli è passato per il cervello?
In "The Midnight Man" sono presenti tutti i clichè del genere horror, uno dietro l'altro: tanto per fare un esempio se a Miss vecchietta viene un attacco di cuore vedendoti con in mano le regole del gioco perchè tu ci giochi lo stesso? Perchè sei scemo in culo, è l'unica risposta possibile, però se i protagonisti dei film horror adolescenziali non fossero scemi in culo allora non si sarebbe nemmeno girato il film in questione, quindi non ci si può lamentare del loro intrinseco basso quoziente intellettivo. Alcuni di questi però sono utilizzati dal regista Trevor Zariwny in maniera non sempre così stupida, riuscendo a dare al film, vuoi per alcuno scelte registiche e narrative, vuoi per il colpo di scena finale che non mi sarei mai aspettato - [SPOILER] anche se effettivamente Miss Vecchia è il personaggio più inquietante dell'intero film [FINE SPOILER] -, vuoi perchè effettivamente la creepypasta su cui si fonda la sceneggiatura del film ha il suo fascino, quel minimo di coinvolgimento tale da non far pensare allo spettatore di essere davanti ad un film idiota per tutto il tempo. Perchè il film è idiota, o meglio, lo sono i personaggi coinvolti al suo interno, però quanto meno sa come farsi voler bene.

Voto: 5,5

1 commento:

  1. Sentivo la puzza di cacca da notevole distanza, quindi ho evitato di metterci pure il piede sopra a questa roba, apprezza enormente il tuo sacrificio! Eroico ;-) Cheers

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