lunedì 9 aprile 2018

Tonya di Craig Gillespie (2017)

USA 2017
Titolo Originale: I, Tonya
Regia: Craig Gillespie
Sceneggiatura: Steven Rogers
Cast: Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Julianne Nicholson, Paul Walter Hauser, Bobby Cannavale, Caitlin Carver, Bojana Novakovic, Mckenna Grace
Durata: 121 minuti
Genere: Biografico, Drammatico


Con tre candidature agli Oscar come quella per la migliore attrice a Margot Robbie, quella per il miglior montaggio e quello, poi vinto, per la migliore attrice non protagonista a Allison Janney, "Tonya" è stato uno dei film più discussi dell'ultimo periodo, sia da chi lo ha visto prima della sua uscita per potersi preparare al meglio alla notte degli Oscar - io l'ho fatto, ma ancora non ne avevo parlato su questo blog - sia da chi ha atteso l'uscita italiana per poterselo godere del tutto. Molti sono stati, da parte di buona parte della critica e anche da chi fa parte come me della rete, i complimenti lanciati al film di Craig Gillespie, in grado di raccontare in maniera creativa e mai noiosa la vicenda che sta dietro il cosiddetto "The Incident", un'aggressione avvenuta ai danni della pattinatrice Nancy Kerrigan prima delle Olimpiadi invernali, con il chiaro intento di metterla fuori gioco proprio mentre si stava giocando l'accesso ai giochi con Tonya Harding, la prima pattinatrice americana ad eseguire un triplo axel - e non azzardatevi a chiedermi che cos'è che io di pattinaggio artistico non me ne sono mai interessato, anche se ne ammetto la bellezza di determinate esecuzioni -.
La pellicola narra la vicenda nel modo giusto, ovvero prendendola molto alla larga: si parte dagli inizi di carriera di Tonya Harding, interpretata da un'ottima Margot Robbie - qui sicuramente meno bella e sensuale del solito, in linea con il ruolo da le interpretato -, quando sin da piccola veniva spinta, dalla madre dispotica interpretata perfettamente da Allison Janney, ad intraprendere la carriera del pattinaggio. Una carriera in cui nonostante la poca grazia, nonostante il caratteraccio da camionista Tonya riuscì ad eccellere non senza faticare, dovendo mettersi alla prova con un tentativo storico per poter vincere la sua prima competizione dato che spesso i giudici sembravano sfavorirla proprio per la sua poca grazia e per quel suo caratteraccio, sicuramente condizionato dal difficile rapporto con la madre. La vicenda viene narrata anche attraverso la reinterpretazione, a mio modo di vedere piuttosto geniale, di alcune interviste realmente registrate ai personaggi coinvolti, dando alla narrazione quella componente metacinematografica che nel corso della visione ho apprezzato non poco.
La forza del film sta fondamentalmente in due aspetti, che sono gestiti alla perfezione dal regista e dagli interpreti della pellicola: il primo è il fatto di aver narrato la vicenda di Tonya Harding da quello che è il suo punto di vista, dandoci tutti gli elementi per farci un'opinione sull'accaduto, anche per chi come me, che all'epoca avevo tre anni, di questa cosa non ne aveva mai sentito parlare, senza dare un tono pietoso alla vicenda; il secondo aspetto è invece il tono della narrazione, con i vari personaggi che innanzitutto a volte interagiscono in maniera diretta con gli spettatore ed in secondo luogo sembrano in alcuni momenti non prendersi sul serio, lanciando a volte battute ben assestate in grado di abbassare la tensione generale che si respira durante la visione. Per questi motivi pur essendo stato superato da altre pellicole forse meno valide nella corsa agli Oscar, "Tonya" mi è sembrato uno dei film più belli e interessanti a livello tecnico che io abbia visto in questi primi mesi del 2018.
Come se non bastassero le considerazioni già fatte sulla pellicola, ho apprezzato moltissimo il modo in cui vengono montate le scene in cui Tonya sta gareggiando, si vede la bellezza dell'arte che sta praticando e la passione che mette l'atleta in ciò che sta facendo per raggiungere il massimo risultato possibile, così come ho apprezzato altrettanto la colonna sonora, composta da brani di culto del periodo e anche degli anni precedenti con alcuni di essi che sono tranquillamente tra le mie canzoni preferite - "Romeo and Juliet" dei Dire Straits ha sempre un grande effetto su di me, così come "Goodbye Stranger" dei Supertramp mi esalta sempre in maniera particolare -. Insomma, "Tonya" è davvero uno dei film migliori che io abbia visto in questa prima parte dell'anno, un biopic sicuramente anticonvenzionale con il regista che ha saputo mettersi in gioco in maniera creativa e con grande coraggio.

Voto: 8

4 commenti:

  1. Sembriamo la squadra di pattinaggio sincronizzato dei pareri cinematografici ;-) La penso proprio come te sul film e sulla colonna sonora. Aggiungo solo che è uno dei film che ho visto di recente che ho apprezzato di più, finalmente non la solita biopic pallosa, meno appassionante di leggersi le stessa vicenda su Wikipedia, era ora! Cheers

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  2. "un'ottima Margot Robbie - qui sicuramente meno bella e sensuale del solito, in linea con il ruolo da le interpretato": è una bella medaglia per lei. Le brave attrici si vedono proprio in queste occasioni. Film difficile da interpretare e la bravura del cast lo ha portato in alto.

    Ps bellissima Romeo & Juliet

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  3. Interesanti i punti di forza: il non prendersi sul serio, il mostrare l'accaduto dal punto di vista della protagonista -prendendo tutto alla larga- e l'interazione col pubblico :)

    Moz-

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  4. Bellissimo film davvero, anche per me è uno dei migliori dell'anno al momento!

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