lunedì 23 aprile 2018

Tenebre di Dario Argento (1982)


Italia 1982
Titolo Originale: Tenebre
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento
Cast: Anthony Franciosa, John Saxon, Daria Nicolodi, Giuliano Gemma, Christian Borromeo, Mirella D'Angelo, Veronica Lario, Ania Pieroni, Eva Robin's, Carola Stagnaro, John Steiner, Lara Wendel, Isabella Amadeo, Mirella Banti, Ennio Girolami, Marino Masè, Fulvio Mingozzi, Giampaolo Saccarola, Ippolita Santarelli, Lamberto Bava, Michele Soavi
Durata: 96 minuti
Genere: Thriller


Abbiamo visto assieme su questo blog - tre o quattro gatti e io che ho scritto - il percorso artistico di Dario Argento nei suoi primi 10 anni di carriera, in cui è stato capace di inanellare tre buoni successi di pubblico per quel che riguarda il genere thriller - con la "Trilogia degli animali" composta da "L'uccello dalle piume di cristallo", "Il gatto a nove code" e "4 mosche di velluto grigio" -, passando poi per la parentesi della commedia popolare su sfondo storico con "Le cinque giornate", per ritornare poi al thriller con ovvie influenze horror con "Profondo rosso", suo maggiore successo acclamatissimo in patria. Si dà poi all'horror soprannaturale con la sua summa artistica, quel "Suspiria" che gli darà il successo e la fama internazionale, e con il suo seguito "Inferno", sicuramente con minor carisma rispetto al predecessore, ma non di meno valore a livello artistico. Con "Tenebre" del 1982 si ritorna al thriller con un film scritto e sceneggiato dallo stesso Argento che si avvale dell'assistenza alla regia di Lamberto Bava e di Michele Soavi che negli anni successivi entreranno a far parte della scena horror italiana.
Peter Neal, interpretato da Anthony Franciosa, è uno scrittore statunitense sulla cresta dell'onda, che si ritrova a Roma per la presentazione del suo ultimo best-seller, "Tenebre". Una volta a Roma si troverà invischiato in una serie di delitti che si ispirano ad eventi narrati nel suo romanzo e le vittime sono principalmente donne che, a detta dell'assassino, sarebbero colpevoli di orrende aberrazioni. Presto Peter comincerà ad indagare sugli omicidi anche per conto suo, mentre l'assassino nel frattempo continua a colpire, precedendo sempre le mosse della polizia. Ottimo successo di pubblico e anche particolarmente apprezzato dalla critica, "Tenebre" è, come per gli altri thriller di Dario Argento, un assassino seriale mosso da un trauma pregresso che lo spinge ad agire contro determinati tipi di soggetti. L'ispirazione per il film, inoltre, arriva proprio da un'inquietante vicenda vissuta dallo stesso regista che due anni prima dell'uscita del film fu molestato da un fan ossessivo, che lo telefonava di continuo e arrivò persino a minacciare di ucciderlo. La vicenda, sgonfiatasi poco dopo, finì per ispirare quello che a tutti gli effetti è un thriller piuttosto solido ed interessante anche alla luce dei suoi lavori precedenti.
Quando iniziai la rubrica dedicata al regista, ammisi che molti film li avevo già visti almeno una volta, mentre altri li avrei affrontati per una prima visione proprio per completare questa rassegna - che durerà ancora a lungo, ovviamente - e "Tenebre" è proprio uno di quelli. Una prima visione che mi ha decisamente soddisfatto soprattutto perchè anche qui, come in buona parte dei suoi film precedenti, è ben visibile il talento visionario di Argento, soprattutto per il suo modo di sperimentare alla regia, utilizzando ancora una volta la tecnica di mostrare le scene degli omicidi con gli occhi dell'assassino e dando una certa dimensione artistica persino alle scene più sanguinolente. La sceneggiatura, pur non arrivando ai livelli di genio già toccati con "Profondo rosso", funziona soprattutto nel modo in cui i traumi dell'assassino vengono spiegati, con un colpo di scena finale che mi ha piuttosto sorpreso ed è abbastanza coerente con ciò che si è visto nel corso della pellicola.
Con la colonna sonora ancora affidata ai Goblin, ottima ma sicuramente non ai livelli delle due esperienze precedenti in "Profondo rosso" e "Suspiria", e che si incastra per bene con il ritmo della narrazione e persino con gli inquietanti sussurri dell'assassino prima di uccidere le sue vittime, "Tenebre" può essere considerato come una specie di film di passaggio che precede quello che per me è un altro dei suoi grandi capolavori. Sicuramente non un film geniale come i suoi più grandi successi, ma una pellicola solida e che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse il bisogno, la capacità visionaria del regista.

Voto: 7,5

2 commenti:

  1. Le filmografie sono fatte anche di titoli che sono solamente molto buoni, e spesso dimenticati perché incastrati tra un capolavoro e l’altro (nei casi migliori), il più delle volte sono i film che danno più soddisfazione quando vengono rivisti, almeno a me capita così ;-) Questo non lo rivedo da una vita, insieme ad “Opera” è il film di Argento che ho visto meno volte, dovrei ripassare anche io ;-) Cheers

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