sabato 20 luglio 2019

LUNA... E OLTRE L'INFINITO - Sunshine di Danny Boyle (2007)


Regno Unito 2007
Titolo Originale: Sunshine
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: Alex Garland
Durata: 108 minuti
Genere: Fantascienza


Oggi cade il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell'uomo sulla Luna: quello che per molti è un complotto ben congegnato e che il 20 Luglio del 1969 ha visto Neil Armstrong e Buzz Aldrin mettere piede sul nostro satellite naturale è in realtà il simbolo dell'istinto esplorativo dell'essere umano, che si spinge oltre i confini del nostro pianeta per andare a conoscere il Sistema Solare e, anche se con macchinari non guidati da esseri umani a bordo, anche l'intero Universo, di cui conosciamo ancora pochissimo rispetto alle sue ipotetiche dimensioni. Proprio per celebrare l'anniversario di uno degli eventi più importanti della storia dell'umanità, ma anche per fermarsi a riflettere sulle conseguenze che questa spedizione ha avuto e su come l'esplorazione spaziale apra a riflessioni esistenziali non banali, la solita cricca di bloggere ha organizzato una giornata in cui verranno recensiti film non solamente dedicati allo sbarco sulla Luna, ma all'esplorazione spaziale in generale, alcuni verosimili, altri legati a storie vere, altri di fantascienza, che è il genere che su questo tema ovviamente si sbizzarrisce in maniera maggiore. La mia scelta è ricaduta su "Sunshine" di Danny Boyle, film diretto dal regista inglese con un cast di assoluto rispetto composto da alcuni degli attori che ora sono in pianta stabile sul taccuino dei produttori di Hollywood come Cyllian Murphy e Chris Evans.
Siamo nel 2057 e il Sole si sta per spegnere e l'umanità sulla Terra rischia l'estinzione a causa del congelamento globale dovuto allo spegnimento della nostra stella. Qualche anno prima la spedizione Icarus era stata inviata nei pressi del Sole per sganciare al suo interno una bomba nucleare gigantesca in grado di reinnaescare nel Sole la reazione di fusione termonucleare ed evitare che si spegnesse. Di tale missione non si hanno più tracce da tempo, perchè le comunicazioni si sono interrotte una volta che la nave spaziale era entrata nella zona in cui era impossibile comunicare con l'esterno, si sa solo che è fallita in quanto la situazione sulla Terra non è migliorata. Il compito di sganciare una nuova bomba nucleare, grande come l'isola di Manhattan, viene lasciato alla spedizione Icarus II, di cui conosciamo l'equipaggio eterogeneo proprio quando sta per entrare nella zona morta del Sole e quando sta per inviare l'ultimo messaggio di speranza ai propri parenti rimasti sulla Terra.
Nel corso della mia vita l'astronomia e l'astrofisica sono stati degli hobby che ho sempre provato un certo piacere a coltivare, anche se in maniera puramente divulgativa e non scientificamente accurata , perchè ho sempre provato un certo fascino, una certa attrazione verso ciò che circonda il nostro piccolo pianeta al di fuori della nostra atmosfera. É più o meno per questo motivo che film di fantascienza come "Interstellar" - scientificamente credibile a parte qualche ovvia licenza sceneggiativa -, ma anche film biografici come "Apollo 13" o "First Man - Il primo uomo" mi hanno sempre attratto in maniera particolare. É proprio dalla ricerca spaziale, sempre bistrattata dal popolo cui piace dire "perchè occuparsi dello spazio quando abbiamo così tanti problemi sulla Terra?", che le persone sulla Terra possono sognare, immaginare mondi fantastici mai esplorati, sfido chiunque a non essere affascinato dalla visione della foto di una nebulosa o al perchè il nostro pianeta si trovi proprio nella zona abitabile della nostra stella, pensando che bastavano relativamente pochi chilometri di differenza rispetto ad ora perchè la vita sulla Terra non potesse esistere, poi come è giusto che sia c'è chi da queste cose è attratto solo da una questione estetica, da una serata romantica a guardare le stelle e chi, come me, anche se lo faccio in maniera divulgativa, si interroga anche sul perchè e sul come funzionano determinate cose nell'Universo.
Fino ad ora non ho parlato molto del film, più che altro perchè volevo introdurre ciò che mi affascina tantissimo dell'esplorazione spaziale. Dal punto di vista cinematografico "Sunshine" ha uno schema molto molto classico, tipico dei film catastrofici in cui un manipolo di uomini sono chiamati a salvare la Terra in una spedizione che molto probabilmente li porterà a sacrificarsi per il bene del maggior numero di persone. É un concetto che emerge sempre molto chiaramente quando sia ha a che fare con film in cui la Terra viene messa a nudo in tutta la sua debolezza rispetto agli eventi esterni, il sacrificio di pochi per il bene di molti è, per dire, la stessa identica cosa che succede in "Armageddon", ma anche nel novanta per cento dei film di questo filone. É però anche presente un concetto fatalista per cui se il Sole si sta spegnendo è perchè un ente superiore, chiamatelo Dio, chiamatelo Odino o Crodino - qui beccare la citazione non è facilissimo, sappiatelo - vuole che sia così e non è compito dell'umanità controvertire il suo volere e ad esprimere questo concetto vi sarà un personaggio in particolare che farà di tutto perchè la missione non vada in porto.
A parte la solita interessante tematica che viene espressa dal film e il suo svolgimento molto molto canonico - con tanto di morti in sequenza che si sacrificano per il bene della missione come prassi di questo tipo di film - c'è da dire che Danny Boyle è riuscito a fare un ottimo lavoro sui personaggi della pellicola, chi più e chi meno sviluppato, ma tutti perfettamente identificabili e rappresentanti un diverso stile di vita e un diverso modo di affrontare la vita e la missione, mentre le immagini dell'astronave che si porta nelle vicinanze del sole sono estremamente spettacolari, con "Sunshine" che funziona bene e si rende coinvolgente anche come film d'azione, oltre che per i contenuti espressi. Insomma, non siamo davanti ad un semplice film catastrofico come potrebbe apparire in maniera superficiale, ma davanti ad un film che esprime in maniera giusta quanto la vita sulla Terra sia influenzata anche da tutto ciò che la circonda, sapendo che ovviamente noi terrestri non dipendiamo solo da noi stessi, ma anche da agenti esterni che ci è impossibile controllare.

Partecipano alla giornata anche gli altri blogger. Seguendo il link potrete andare alla loro recensione:

Stories (Uomini veri)
Delicatamente Perfido (Moon)
La Bara Volante (Capricorn One)
La Fabbrica dei Sogni (Mission to Mars)
Il Bollalmanacco di Cinema (Europa Report)
The Obsidian Mirror (Preludio allo spazio)
Director's Cult (First Man - Il Primo Uomo)
Il Zinefilo (Stazione Luna)
Non quel Marlowe (Il finto sbarco lunare)
Fumetti Etruschi (Comunisti sulla Luna)
Gli Archivi di Uruk (Primi sulla Luna!)
30 anni di Aliens (La Luna nell'universo alieno)
Il CitaScacchi (Scacchi verso la Luna)
IPMP: Locandine italiane d'annata (Stazione Luna)
SOLARIS (Contact)


7 commenti:

  1. Un film dannatamente sottovalutato, peccato solo per la deriva che prende quando compare Mark Strong.

    Comunque la morte di Kaneda è una delle più belle nel cinema di genere.

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  2. Ai tempi mi era sfuggito, ma vorrei recuperarlo da un po'. Boyle, di solito, non delude.

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  3. Lo schema in effetti è uguale a quello di tanti altri film del genere, per cui faccio fatica a decidere se l'ho visto oppure no. Resta il fatto che lo scopo è quello di regalare spettacolo di alto livello, di quelli che non importa se lo hai già visto...

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  4. Non l'ho mai visto ma è da parecchio tempo che vorrei recuperarlo perchè ha quel dettaglio, che tu hai sottolineato, che mi incuriosisce: l'uomo/un gruppo di uomini con la consapevolezza del proprio destino che deve affrontare qualcosa gestito da entità/attori inarrestabili/più grandi di loro. Anche in Interstellar con la Terra morente c'era questo aspetto anche se poi è stato oscurato da tante altre prospettive. L'inesorabile spegnimento del Sole è un processo inevitabile, un fatto: come si comporta il protagonista - o meglio, lo sceneggiatore - davanti a questo? E' proprio lì che in un film spesso risiede il colpo di genio :)

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  5. Sai che io ho questa insana ossessione, vedo Carpenter ovunque, anche nel reparto cereali al supermercato, ma quando ho visto al cinema questa volta, nella scena dei video messaggi degli astronauti mandati verso casa sulla terra, ho seriamente creduto che Danny Boyle stesse facendo un omaggio a "Dark Star". Mi era piaciuto, il primo tempo però, il secondo tempo lo ricordo un po' deludente, strano perché di solito amo i film che cambiano genere in corsa, e questo diventa quasi un horror. Una volta però vorrei rivederlo, il cast era ottimo, specialmente il sottovalutato Cillian Murphy. Cheers!

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  6. Confesso che non mi ricordo di questo film... Boyle è un regista eclettico e versatile, che svaria da un genere all'altro, ma non è certo Kubrick. E se "Sunshine" non mi è rimasto in mente magari c'è un motivo... o forse, nel mio caso, è solo la vecchiaia che avanza!!! :)

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  7. Niente, mi manca pure questo. Quanto sono impreparata per questo "day"? XD

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