mercoledì 4 dicembre 2019

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970)



Italia 1970
Titolo Originale: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
Regia: Elio Petri
Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro
Durata: 112 minuti
Genere: Thriller


Nel corso della settimana passata, oltre ai vari film che ho intenzione e voglia di recuperare prima della fine dell'anno, ho deciso di dedicarmi alla visione di un grandissimo film italiano, a detta di chi lo aveva visto, che non avevo mai avuto modo di vedere in vita mia e che desideravo recuperare per mille motivi: per farmi una cultura, che non ce ne è mai abbastanza, e perchè oltre al settantacinque per cento di film frivoli che guardo nella mia vita - cantonate e film volutamente brutti compresi -, ci vuole anche un po' di spazio per un venticinque per cento che possa accrescere la mia cultura cinematografica, che nonostante sia bassa è mossa da una grande curiosità, che forse è proprio la cosa più importante. Ho deciso dunque di recuperare la visione di "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", film italiano di Elio Petri del quale conosco praticamente a memoria la colonna sonora, ma che non ero mai riuscito a vedere. Inoltre, del regista, non ho mai visto nessun film in vita mia e ho deciso dunque di partire da quello che nel 1971 ha vinto l'Oscar per il miglior film straniero e l'anno successivo è stato candidato all'Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Protagonista del film è un comandante della polizia, chiamato "Dottore", interpretato da Gian Maria Volontè, da molti considerato come uno dei migliori attori della storia del cinema italiano e del quale ho avuto modo di vedere pochi film della sua carriera, mentre nel cast sono presenti anche la bellezza magnetica di Florinda Bolkan e attori come Gianni Santuccio e Salvo Randone.
Il giorno stesso della sua promozione al comando della Questura, un dirigente della polizia di cui non si saprà il nome per tutta la durata del film, uccide con una lametta la sua amante Augusta Terzi. Compiuto l'omicidio decide in maniera apparentemente incomprensibile, di disseminare la scena del crimine di indizi abbastanza rilevanti per la risoluzione del caso. Il film è costruito alternando scene del presente ad alcuni flashback in cui si vede come Augusta, nel corso della sua relazione con l'uomo, lo spingesse ad abusare del proprio potere, usandolo a suo piacimento e provocandolo inventandosi una relazione con lo studente anarchico Antonio Pace, suo vicino di casa. Nel presente invece vediamo come il protagonista alterni momenti in cui cerca di depistare le indagini sulla morte della donna ricattando i suoi sottoposti ad altri in cui cerca in qualsiasi modo di essere preso dai suoi colleghi, consapevole della sua inadeguatezza al ruolo che gli è stato affidato.
Ovviamente questo post non sarà una vera e propria recensione, quanto più che altro un commento su un film che ha in qualche modo fatto la storia del cinema italiano e che io ho avuto modo di recuperare solamente un paio di settimane fa, ma in questi casi, meglio tardi che mai, tanto i film, quelli buoni, rimangono, bisognerebbe solamente saper scegliere meglio quando dedicarsi ad un recuperone storico piuttosto che vedere un film che potrebbe essere una cantonata. "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" è un film che trentotto anni dopo la sua uscita nei cinema italiani mostra ancora la sua attualità mostrandoci un personaggio che è stato creato appositamente da Elio Petri per mostrare le contraddizioni che stanno dietro alle posizioni di potere per quanto riguarda il rispetto della legge. Il protagonista è infatti diviso tra il desiderio contraddittorio di non farsi prendere per l'omicidio commesso e quello, paradossalmente, di farsi prendere per dimostrare a se stesso e agli altri che la giustizia sia uguale per qualunque cittadino. É interessante in questo senso il modo in cui i personaggi che ruotano attorno al protagonista non colgano o non vogliano cogliere gli indizi che, soprattutto nella parte finale del film, il Dottore manda agli inquirenti per far sì che scoprano l'identità dell'assassino, così come è interessantissimo il ruolo che assume per le indagini il personaggio di Antonio Pace, dapprima ricattato dal protagonista per farsi denunciare per poi diventare a sua volta ricattatore, per far sì che un personaggio che rappresenta il potere possa, in qualche modo, rappresentare la rivoluzione in cui crede il personaggio. Bellissima poi anche la scena che vediamo poco prima del finale in cui, in maniera grottesca, il protagonista sogna di venire costretto, da superiori e sottoposti a confessare davanti a tutti di non essere stato lui a commettere l'omicidio, mentre lui stesso tenta in tutti i modi di convincerli di essere stato lui.
Tra le cose che mi hanno colpito di più di questo grandissimo film ci sono anche la colonna sonora, iconica ed incalzante, già sentita in diverse salse ed in diverse situazioni, così come lo stile narrativo messo in atto da Elio Petri nel suo film. Da una parte è chiaro che siamo davanti ad un film d'autore di altissimo livello, mentre dall'altro il ritmo della pellicola è spedito - al contrario di un sacco di film d'autore di questi ultimi anni - e non ci si annoia mai durante la visione. Il film assume poi toni grotteschi in lunghi tratti, in modo da esasperare le contraddizioni che il regista voleva evidenziare con questa sua pellicola, così come la recitazione di Gian Maria Volontè è pazzesca, il suo personaggio è magnetico e riesce a trasmettere allo spettatore tutta la sua tensione e qualsiasi gamma di emozioni nel corso della vicenda, sia la frustrazione di essere usato dalla sua amante, sia essa l'essere diviso moralmente dal farsi o non farsi prendere da chi indaga sulla morte della donna. Quando si ha a che fare con cult del genere, che non avevo mai avuto modo di vedere, è sempre difficile non ripetere cose già dette e sicuramente in qualche modo lo avrò anche fatto. Sta però di fatto che è difficile, nella vita di una persona a cui piace il cinema, guardare tutti i film che hanno fatto la storia, sono talmente tanti che è praticamente impossibile guardarli anche in una vita intera, figurarsi quando non si hanno nemmeno trent'anni.

1 commento:

  1. Gran recupero bravo, questo è un gran film e poi Gian Maria Volonté, mamma mia che prova regala qui, probabilmente la migliore della sua carriera. Cheers!

    RispondiElimina

Quando commentate ricordate che si sta pur sempre parlando di opinioni, quindi siate educati. Apprezzo sempre una punta di sarcasmo, sarò il primo a tentare di rispondervi a tono.

Non sono in cerca di prestiti ultravantaggiosi, ma sono ben disposto verso le donazioni spontanee!