martedì 17 ottobre 2017

Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Blade Runner 2049
Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green
Cast: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Jared Leto, Robin Wright, Mackenzie Davis, Carla Juri, Lennie James, Dave Bautista, Barkhad Abdi, David Dastmalchian, Hiam Abbass, Wood Harris, Edward James Olmos
Durata: 163 minuti
Genere: Fantascienza


Sarà riuscito Denis Villeneuve a colpire il pubblico italiano per ben due volte nello stesso anno? Sì perchè, cosa molto rara per i grandi registi, a inizio 2017 era uscito quel gran film di "Arrival" - che in realtà è stato però prodotto nel 2016 e portato nel nostro paese in ritardo per cavalcare l'onda delle nomination agli Oscar - ed ora esce uno dei film più attesi dai fan dei film di fantascienza, soprattutto da quelli che, all'epoca o dopo una visione in tempi più recenti, hanno apprezzato il "Blade Runner" di Ridley Scott, di cui anche io ho parlato ieri su questi schermi. A quanto pare, viste le recensioni che hanno preceduto l'uscita del film in Italia, Denis Villeneuve ci è riuscito ancora e io, che ho dovuto aspettare ben dieci giorni prima di riuscire a vedere "Blade Runner 2049", ho passato questo lasso di tempo a rosicchiarmi i gomiti cercando di evitare spoiler e cercando anche di non caricarmi di troppe aspettative.
Aspettative che, non lo nego, si erano comunque irrimediabilmente alzate e sono state, al termine della lunghissima visione della scorsa Domenica pomeriggio, quasi interamente ripagate. Ci troviamo come dice lo stesso titolo nel 2049, trent'anni dopo gli eventi narrati nel primo film, con la storia che ci veniva vagamente anticipata dai tre corti promozionali girati per presentare due personaggi importanti per l'economia di questo film, ambientati nel 2036 - quello dedicato al Niander Wallace interpretato da Jared Leto -, nel 2048 - quello dedicato a Sapper Morton interpretato da Dave Bautista - e nel 2022. Tre corti che hanno contribuito, nelle settimane precedenti all'uscita del film, a farmi salire ancora di più l'acquolina in bocca e costringendomi a scalpitare di brutto per l'attesa di questo sequel, sicuramente non necessario per la storia del cinema, ma quanto meno ben gestito rispetto ad altri sequel che sono sembrati arrivare fuori tempo massimo, vedi ad esempio il fatto di affidarlo ad uno dei registi più importanti del nostro tempo.
Con "Blade Runner 2049" per quel che mi riguarda non viene nemmeno spontaneo il paragone con il film originale del 1982: è chiaro che siamo davanti ad un sequel la cui ambientazione ci vuole riportare, nonostante il futuro ancora più lontano, a quelle dell'originale, ma questo sequel dimostra in ogni minuto di avere una propria identità, di non poter esistere se non come sequel di "Blade Runner", ma dimostrando di volerne assumere la stessa dignità e la stessa importanza cinematografica. Insomma, se "Blade Runner" è stata un'opera scottiana in tutto e per tutto, qui la mano di Denis Villeneuve si vede dall'inizio alla fine, con una trama parecchio intricata che si muove sapientemente sullo stesso piano narrativo riuscendo però a non mettere in contatto tra di loro tutti i personaggi che partecipano alla vicenda. Innegabile anche che il film si muova su ritmi piuttosto rallentati ed è proprio questo, se proprio glielo dobbiamo trovare, il difetto che ha questo seguito: vuole sì vivere di dignità propria rispetto al predecessore, ma per quel che riguarda la gestione del ritmo ne rimane piuttosto fedele. In realtà la cosa ci sta se vista nell'ottica del realizzare un film dello stesso filone, ma per quel che riguarda la mia opinione ha mantenuto quello che è il difetto più evidente del film che lo ha preceduto, ma poco ci importa a dire la verità.
Per quanto poi la storia abbia un inizio e una fine ben delineati - con tanto di rientro dell'agente Deckard interpretato da Harrison Ford - a fine film ho avuto quasi una sensazione di incompletezza, un po' come se i progetti per questa pellicola non si sarebbero dovuti risolvere solo con questo film, ma con un'eventuale ulteriore seguito. I personaggi nuovi funzionano che è una meraviglia e adesso voglio vedere chi ha il coraggio di criticare l'inespressività di Ryan Gosling, dato che qui il suo personaggio doveva trasmettere il minor numero possibile di emozioni. Bene anche Ana de Armas, sensualissima e meravigliosa come ologramma, e Mackenzie Davis, mentre forse un qualcosina in più mi sarei aspettato da Jared Leto, che non si vede poi così tanto in scena e che è la causa principale della sensazione di incompletezza che ho avuto al termine della visione. Poi è anche praticamente impossibile criticare Villeneuve dal punto di vista registico: se questo "Blade Runner 2049" è passato dall'essere un seguito non necessario all'essere uno dei lavori di fantascienza "classica" più interessanti di questo 2017 è anche merito suo perchè il comparto tecnico della pellicola è qualcosa di veramente grandioso, così come lo è la colonna sonora composta da Hans Zimmer.
Insomma, ciò che probabilmente in pochi si sarebbero aspettati è capitato: "Blade Runner 2049" è un gran bel film... averne di sequel girati trentacinque anni dopo l'originale fatti così.

Voto: 8

5 commenti:

  1. Sottoscrivo tutto, al 100% (con menzione speciale per la splendida Ana De Armas, per me una scoperta). Un sequel che non è inferiore all'originale, e non bisogna vergognarsi di dirlo (come invece ha fatto buona parte della critica...)

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  2. Concordo completamente, non c’è motivo di screditare un film tanto ben riuscito. È vero, la trama non è un granchè e ha delle evidenti falle, ma tutto il resto è praticamente intoccabile.

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  3. Mi trovo d'accordo.
    A me è molto piaciuto. L'unica pecca? E' uscito in un periodo zeppo di film. Passa quasi in sordina. Ad esempio, ora tutto è focalizzato su It.

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  4. Come voto ho dato leggermente di meno ma concordo su buona parte di quanto hai scritto. Anch'io ho vissuto, per qualche giorno post-visione, una strana sensazione di incompletezza da attribuire probabilmente a Leto che lascia in sospeso possibili riflessioni su alcune tematiche. Ho apprezzato molto Ana De Armas e il suo personaggio con qualche eco di "Her". E bravo Denis! :D

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  5. Un signor film davvero, e un signor sequel che non perde colpi rispetto all'originale, anzi. Quella lentezza che li accomuna, poi -anche se qualche sforbiciata l'avrei data volentieri- la si regge meglio grazie a una sceneggiatura solida come la regia di Villeneuve, un regista, una garanzia.

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