lunedì 16 ottobre 2017

Blade Runner di Ridley Scott (1982)

USA 1982
Titolo Originale: Blade Runner
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Hampton Fancher, David Webb Peoples
Cast: Harrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Daryl Hannah, Brion James, Joanna Cassidy, Edward James Olmos, M. Emmet Walsh, Joe Turkel, William Sanderson, Morgan Paull, James Hong, Hy Pyke, Ben Astar
Durata: 117 minuti
Genere: Fantascienza


In quante persone hanno fatto il rewatch di "Blade Runner" in occasione dell'uscita del seguito avvenuta la settimana scorsa diretto da Denis Villeneuve? E in quanti questo "Blade Runner" non lo avevano mai visto - oh, non c'è nulla di male, a chiunque mancano film considerati imprescindibili dalla moltitudine - e, attratti dai trailer del seguito che veniva mandato nei cinema, un trailer spettacolare tra l'altro, hanno deciso di gustarselo per la prima volta, magari rimanendone anche un po' delusi - negli ultimi giorni ho sentito cose riguardo a "Blade Runner"... non vado avanti perchè sarebbe troppo banale - per il suo ritmo particolarmente lento? Ebbene io non potevo esimermi dal rewatch, il film lo avevo visto nel periodo delle superiori, ma non ne avevo colto appieno la potenza cinematografica, d'altronde tra la terza media e la prima superiore ero quello che si comprava il DVD di "Scary Movie 3" e grandi classici come questo non sempre li accoglievo benissimo nella mia testa.
Parlare della trama del "Blade Runner" di Ridley Scott è inutile, bene o male la conoscono anche sassi e fermenti lattici. E' quindi necessario parlare di altro, magari del perchè questo film sia diventato un cult per moltissimi spettatori tanto da spingere i produttori di Hollywood a girarne un sequel con ben trentacinque anni di ritardo. Adattamento del romanzo di Philip K. Dick - uno che di romanzi cult ne ha scritti proprio pochi - "Il cacciatore di androidi" altrimenti chiamato "Ma gli androidi sognano le pecore elettriche?", il "Blade Runner" di Ridley Scott fu accolto dalla critica in maniera parecchio discordante: alcuni rimasero insoddisfatti dal ritmo - e qui ci torneremo -, mentre altri elogiarono la complessità tematica, che deve molto all'introduzione della figura dei replicanti, delle vere e proprie copie organiche dell'uomo in grado di autodeterminarsi e di avere, in qualche modo, una vera e propria coscienza.
Il lavoro di "Ridley Scott" sta a metà tra due generi che normalmente non accosteremmo: il noir e la fantascienza. Della fantascienza ovviamente non c'è troppo da dire, l'ambientazione futuristica, tra l'altro in un futuro a noi molto vicino - il 2019 - in cui sembra quasi di vivere in una società distopica, con la decadenza delle costruzioni e degli esseri umani a farla da padrone. Del noir invece prende il ritmo, che forse era all'epoca ed oggi ancora di più, il difetto più grande del film. E' chiaro che solitamente sia favorevole a quelle pellicole che sanno prendersi i loro tempi e in questo Ridley Scott era davvero un maestro, ma visto oggi, questo film potrebbe sembrare - e concordo parzialmente con chi dice che lo è - parecchio faticoso: "Blade Runner" non è per nulla un film semplice e il ritmo che non decolla praticamente mai non facilita per nulla le cose.
Eppure se lasciassimo perdere per un attimo la questione del ritmo noteremmo che di "Blade Runner" non dovrebbe rimanere solo quel monologo finale recitato da Rutger Hauer - altra cosa della storia del cinema conosciuta anche dagli alberi -, ma anche l'idea che stava alla base di questo film, ovvero quella di girare un blockbuster, con non molte pretese a livello di contenuti, ma soprattutto per quanto riguarda l'intrattenimento. Il film però ha ottenuto l'effetto opposto: un mezzo flop al botteghino, due riedizioni che addirittura ne ribaltano il finale, ma soprattutto la presenza di contenuti che non sono per nulla banali, come la formazione di un'autocoscienza e la conservazione delle memorie degli eventi passati. Insomma, il desiderio, di questi replicanti in tutto e per tutto uguali agli uomini, ma riconoscibili con poche semplici domande, di vivere.

4 commenti:

  1. Io alla fine il rewatch non l'ho fatto e per fortuna non è stato un problema durante la visione di Blade Runner 2049.
    Certo, Blade Runner non è un film facile, anche io la prima volta l'avevo visto che ero troppo giovane e ne avevo patico la lentezza, fortunatamente poi si cresce, i gusti cambiano, la mente (sperabilmente) si apre... :)

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  2. Sì, sono fra quelle che si è fatta un doveroso rewatch in vista del 2049 e sì, sono fra quelle che ha patito parecchio il ritmo di un film grandissimo a livello tecnico, un po' meno a livello di sceneggiatura. Sarà che i noir di per sé mi affaticano, per fortuna, è arrivato Villeneuve ;)

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  3. Anche io l'avevo visto nel periodo delle superiori. Avevo guardato la prima versione, quella distribuita nei cinema, e mi era piaciuta di più del Final Cut che invece mi sono beccato adesso per il rewatch.
    Non ho patito particolarmente il ritmo, però a livello di sceneggiatura qualcosina manca. Comunque un film di enorme fascino.
    E in ogni caso pure Scary Movie 3 è una signora pellicola. :D

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  4. Il rewatch con la wing-woman fatto ad agosto conta lo stesso? Allora contami ;-) Non importa tanto quando scopri “Blade Runner” perché tanto poi si passa la vita a rivederlo, elaborarlo, farci anche a capocciate se serve, come hai giustamente sottolineato è talmente pieno di contenuti, che va visto e rivisto, per fortuna (o purtroppo fai tu) Scott ha fatto ben tre versioni ;-) Cheers!

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