lunedì 21 maggio 2018

Molly's Game di Aaron Sorkin (2017)



USA 2017
Titolo Originale: Molly's Game
Regia: Aaron Sorkin
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Cast: Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Brian d'Arcy James, Jeremy Strong, Chris O'Dowd, J. C. MacKenzie, Bill Camp, Graham Greene, Matthew D. Matteo, Joe Keery, Natalie Krill, Claire Rankin, Samantha Isler, Piper Howell, Madison McKinley, Khalid Klein, Jon Bass, Victor Serfaty
Durata: 140 minuti
Genere: Biografico, Drammatico


Prima della notte degli Oscar avevo deciso di guardare almeno tutti i film candidati all'Oscar come miglior film ed eventualmente quelli in cui ci fossero i candidati agli Oscar come miglior attore o migliore attrice. Non sono riuscito a fare tutto per tempo e per quelli che non ero riuscito a vedere ho continuato a procrastinare la visione, fino a pochi giorni fa quando mi sono deciso a visionare, finalmente, "Molly's Game", primo film da regista per Aaron Sorkin dopo essere stato lo sceneggiatore di moltissimi cult recenti con "The Social Network", "L'arte di vincere" e "Steve Jobs", tutti e tre diretti da grandi registi e con una caratteristica fondamentale ad accomunarli: i tipici dialoghi al fulmicotone per cui Aaron Sorkin è noto. Era interessante dunque vedere finalmente un'opera in cui Sorkin non figurasse solamente come sceneggiatore, ma anche come regista e "Molly's Game", vista la storia interessantissima da cui è tratto, era ciò che faceva al caso suo.
Molly Bloom, interpretata dalla grandissima Jessica Chastain, è una giovane sciatrice del Colorado che, terminata la sua carriera sportiva a causa di un grave incidente, si trasferisce a Los Angeles diventando, dopo una sequela di eventi anche fortuiti, l'organizzatrice di un grosso giro di poker per persone abbienti, appartenenti al mondo dello spettacolo e dello sport. La vicenda, narrata dalla stessa Molly Bloom in un libro intitolato "Molly's Game: From Hollywood's Elite to Wall Street's Billionaire Boys Club, My High-Stakes Adventure in the World of Underground Poker", viene narrata dalla protagonista omettendo i veri nomi dei partecipanti ai suoi tavoli da gioco - parteciperà, senza che lei ne fosse consapevole, persino la mafia russa - e sostituendoli con nomi fittizi di cui però, visto come sono ritratti nel film, si può tranquillamente immaginare l'identità.
Partiamo dal presupposto che secondo la mia modesta opinione Aaron Sorkin è piuttosto bravo nello scegliersi bene le storie da narrare: quando parli di gente come Mark Zuckerberg o di Steve Jobs il pubblico, volente o nolente, te lo sei già portato dalla tua parte. Un po' più difficile è farlo parlando di una donna che, in fondo, sarà sì conosciuta negli Stati Uniti per via del suo giro, ma nel resto del mondo - o per lo meno penso qui in Italia - pochi conoscono la sua storia in modo da essere interessati a vedere la pellicola a lei dedicata. Ed alla fin fine siamo qui a fare più o meno le stesse considerazioni fatte per altri film sceneggiati dal regista, la cui mano nella sceneggiatura personalmente mi ha sempre fatto impazzire. Il suo marchio di fabbrica rimane intatto ed è sempre affascinantissimo ed in grado di dare alla pellicola un ritmo tale per cui le due ore e venti di durata non si sentano nemmeno per sbaglio e non pesino mai sulla visione. Sarebbe anche di troppo dire quanto anche nelle vesti di Molly Bloom Jessica Chastain sia convincente, fornendo una performance recitativa di altissimo livello in cui il fiume di parole cui è costretta da Sorkin ne esalta ancora di più le sue qualità.
Passiamo però alla parte veramente interessante, alla novità della pellicola: l'Aaron Sorkin regista. L'impressione che ho avuto guardando questo film è che il regista, nonostante fosse al suo esordio, avesse già una certa padronanza del mezzo, mentre ho notato anche come il suo stile registico rispecchi, in tutto e per tutto, quello che è il suo modo di scrivere film. I cambi di inquadratura sono molto veloci, si gioca molte volte la carta di mostrare la stessa scena da più punti di vista nella stessa inquadratura tramite l'uso di riquadri, insomma Aaron Sorkin, senza strafare, dimostra comunque di avere una certa voglia di sperimentare e di mettere se stesso e il suo stile di scrittura anche dietro alla macchina da presa. Si spera dunque che in eventuali - ma spero proprio che ce ne siano perchè l'ho apprezzato parecchio - futuri lavori da regista Sorkin mantenga la stessa voglia e la stessa verve dimostrata in questo suo esordio dietro la macchina da presa: dopo essere stato la penna dietro a grandi successi cinematografici, ora le dirige anche e io non potrei che esserne più contento.

Voto: 8

3 commenti:

  1. Affronterò gli infiniti (e di solito bellissimi) dialoghi di Sorkin per vederlo, è tra i miei film in lista ;-) Cheers

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  2. A causa della durata, mi manca ancora. :/

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  3. Mi sa che ho trovato qualcuno che amato questo filmone ancora più di me.
    E considerando che ci sono Chastain & Sorkin di mezzo non era impresa semplice. ;)

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