mercoledì 16 maggio 2018

Opera di Dario Argento (1987)




Italia 1987
Titolo Originale: Opera
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini
Cast: Cristina Marsillach, Ian Charleson, Urbano Barberini, Antonino Iuorio, Daria Nicolodi, Coralina Cataldi Tassoni, Antonella Vitale, William McNamara, Barbara Cupisti, Carola Stagnaro, Francesca Cassola, Maurizio Garrone, Cristina Giachino, György Gyõriványi, Peter Pitsch, Bjorn Hammer, Sebastiano Somma, Dario Argento, Michele Soavi
Durata: 103 minuti
Genere: Thriller


Qua non si molla proprio nulla ed eccoci per parlare di "Opera", nel decimo appuntamento con la rubrica dedicata al grande Dario Argento. Dopo aver parlato solamente settimana scorsa di "Phenomena" - che personalmente metto al terzo posto nella mia personalissima classifica dei film del regista, giocandosela con "L'uccello dalle piume di cristallo" -, a tutti gli effetti un thriller con elementi da horror soprannaturale con una grandissima, giovanissima e bellissima Jennifer Connelly e prima di parlare della collaborazione del regista con George Romero con "Due occhi diabolici" - di cui Argento ha diretto il secondo dei due episodi -, tocca parlare di "Opera", primo film del regista prima di "Il fantasma dell'opera" ambientato nel mondo dell'opera. Ed in una sola frase ho scritto la parola opera solamente ottantacinque volte, ma per non farsi mancare nulla: opera. E preparatevi che lo dirò di nuovo!
Alla vigilia della messa in scena del "Macbeth" di Giuseppe Verdi, Betty, giovane cantante lirica interpretata da Cristina Marsillach, è chiamata per sostituire una collega più anziana ed esperta, rimasta vittima di un incidente. La ragazza, nonostante l'opera in questione sia nota nell'ambiente per portare grande sfortuna a chi la interpreta, accetta nonostante i suoi brutti presentimenti. Da quel momento un killer comincerà a colpire tutta una serie di persone a lei vicine e vicine all'ambiente operistico, il più delle volte legando e imbavagliando la ragazza e costringendola a guardare gli efferati omicidi, riproducendo quello che anni prima era un incubo ricorrente della giovane cantante. Con questo decimo film del regista ci troviamo ancora una volta davanti ad un vero e proprio thriller, questa volta senza alcun elemento soprannaturale, ma semplicemente con un assassino da scoprire e, come ormai il regista ci ha abituato da "Profondo rosso" in poi, tanto, tantissimo sangue.
"Opera" è una di quelle visioni della cinematografia di Dario Argento che mancavano alla mia lista di visioni e ho dovuto dunque affrontarla per la prima volta proprio per questa rassegna che sto portando avanti. Sul film nel corso degli anni se ne sono dette di ogni, con critici e spettatori che lo hanno considerato - non so se a torto o meno perchè sulla produzione argentiana degli anni novanta non sono preparatissimo, mentre lo sono di più su quella dopo il duemila - un po' come il suo canto del cigno, l'ultima pellicola valida della sua filmografia, nonostante la presenza di evidenti difetti, soprattutto per quanto riguarda la sceneggiatura. Riguardo al film devo dire che la parte iniziale, direi la prima mezz'ora fino al primo omicidio a cui l'assassino costringe Betty ad assistere, mi ha preso moltissimo: musicalmente le parti cantate del "Macbeth" di Giuseppe Verdi alternate alle parti originali composte dal solito Claudio Simonetti dei Goblin contribuiscono ad entrare in pieno nel clima teso e claustrofobico della pellicola, così come alcuni movimenti di macchina in soggettiva ed alcuni brevi piano sequenza mi sono parsi interessantissimi ed azzeccati. Il primo omicidio a cui è costretta ad assistere Betty è anche ottimo per chi cerca nella pellicola anche un po' di sangue, ma lo saranno poi anche quelli successivi.
A convincermi sicuramente di meno, principalmente per quel che riguarda la sceneggiatura, è tutto ciò che succede dopo: non mi ha convinto innanzitutto il modo in cui la vicenda riguardante la ricerca dell'assassino evolve nel corso della durata della pellicola e ancora meno mi ha convinto la risoluzione del caso. Non mi convince più nemmeno tanto la componente registica, con la seconda parte del film che dà quasi l'impressione che le idee migliori a livello tecnico Dario Argento se le sia giocate nella prima parte: non che questa peggiori in maniera sensibile diventando brutta, semplicemente diventa un po' più anonima e meno interessante e coinvolgente. CI troveremo dunque davvero davanti al canto del cigno di Dario Argento che con "Opera" è stato in grado di girare un film che introduce la vicenda in maniera ottima, per poi non dare continuità alle buone cose fatte vedere nella prima parte? Staremo a vedere nelle prossime settimane, quando lo speciale proseguirà.

Voto: 6

2 commenti:

  1. Per me “Opera” è IL titolo da videoteca, per mesi ho fissato la (diciamolo, spaventosissima) locandina del film in formato vhs dallo scaffale della mia videoteca di fiducia da ragazzetto, ci ho messo mesi prima di convincermi ad affrontare il film, non è tra i miei Argento preferiti, ed è anche quello che ho visto meno volte, ma la locandina è un gran ricordo, ci siamo lanciati sguardi nemmeno fosse stato un duello di un film di Sergio Leone ;-) Cheers

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  2. E' vero, non è l'opera di Dario migliore, ma nemmeno quello che ci avrebbe propinato nel recente passato.

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