martedì 22 ottobre 2019

El Camino: A breaking Bad Movie di Vince Gilligan (2019)



USA 2019
Titolo Originale: El Camino: A Breaking Bad Movie
Sceneggiatura: Vince Gilligan
Durata: 122 minuti
Genere: Drammatico


Nel periodo in cui Disney + annunciava fuochi e fiamme in occasione della sua imminente apertura - serie TV, film, innovative ricette di cucina, una missione su Marte, più ricchezza per tutti quanti - Netflix la prendeva bene e annunciava la realizzazione di un film su "Breaking Bad", serie televisiva di culto andata in onda tra il 2008 e il 2013 per cinque stagioni. Una delle mie serie preferite e una delle serie preferite di chiunque, in pratica, capace nel giro di cinque anni di narrare l'ascesa e il declino di un professore di chimica che decide, per dirla con la massima banalità, di mettersi a cucinare metanfetamina blu, diventando il re della droga di Albuquerque dopo aver fatto terra bruciata intorno a sè. Tra i personaggi fondamentali della serie, oltre al protagonista Walter White, abbiamo Jesse Pinkman, interpretato da Aaron Paul, prima studente e poi assistente nell'attività criminale del protagonista, coccolato e poi abbandonato in un periodo di vita in cui ha perso tutte le amicizie e gli affetti che aveva prima di iniziare la vita da trafficante. A dirigere il film abbiamo lo stesso Vince Gilligan che ha diretto tutte le puntate della serie, con una fotografia e una regia sempre di altissimo livello e con un ritmo, non proprio velocissimo, ma comunque costante e coinvolgente, che pare essere diventato una delle costanti fondamentali di tutte quelle serie per cui ora la gente grida al capolavoro, anche se poi questo ritmo lento spesso e volentieri non viene usato nella giusta maniera - vero "Westworld" (tanto per fare un esempio a caso)?
Dopo un breve flashback in cui Jesse e Mike discutono sugli eventuali piani per rifarsi una vita, concordando sul fatto che nulla di ciò che è stato fatto si potrà cancellare, vediamo Jesse Pinkman fuggire dalla base di Todd, dove era stato imprigionato come merce di scambio con la complicità di Walter White, a bordo della El Camino di Todd - tutto sto casino per chiamare il film di "Breaking Bad" come il modello di un'automobile? Eh che delusione proprio - e rifugiarsi a casa di Skinny Pete dove può mangiare, lavarsi e riprendersi dalla prigionia. Dopo essersi recato da Joe per fare demolire l'auto, si scopre che la stessa contiene un ricevitore satellitare con cui la polizia la stava già controllando e decide di fuggire. Il suo piano, proprio come suggeritogli dallo stesso Mike nel flashback iniziale, è quello di recarsi in Alaska, ma per farlo dovrà raccogliere i soldi necessari e procurarsi dei nuovi documenti e una nuova identità.
A differenza di molti fan di "Breaking Bad", devo dire che non attendevo particolarmente l'uscita di un film sulla serie per vari motivi: il primo di questi era che il finale della serie televisiva era talmente perfetto e coerente con il resto degli episodi che mi andava bene così, senza ulteriori fronzoli o spiegazioni, nient'altro; il secondo è legato al primo, dato che a volte quando qualcosa ha un fascino particolare, è bello non spiegare proprio tutto tutto tutto, ma mantenere qualcosa di irrisolto, giusto per dare agli spettatori modo di discuterne e di ricordare; il terzo motivo era la sensazione per cui il film di "Breaking Bad" sarebbe potuto essere uno di quegli omaggi arrivati fuori tempo massimo, considerando poi che nemmeno lo spin-off "Better Call Saul", pur mantenendo lo stile della serie principale, non ha lo stesso fascino. Dubbi su dubbi riguardo la realizzazione del film che si sono poi palesati al momento della visione. Innanzitutto "El Camino" più che un film su "Breaking Bad" sembra essere un episodio speciale, lungo il doppio, che conclude la storia di Jesse Pinkman, su cui molte cose erano state lasciate in sospeso, ma che qui ci vengono spiegate in maniera certosina. Mantenendo poi la stessa gestione del ritmo che aveva la serie guardare un film di due ore con questo ritmo, ma senza però tutte le dinamiche che avevano contraddistinto la serie televisiva, risulta essere piuttosto faticoso.
É ovvio che dal punto di vista della regia e della fotografia non ci possa essere nulla di cui lamentarsi, alla fine lo stile di Vince Gilligan e la fotografia sono rimaste quelle che avevano tanto affascinato durante tutta la serie, ma è stata proprio la storia narrata in questo capitolo conclusivo - e a questo punto spero definitivo - della vicenda a deludermi, con le sole parti in cui vengono omaggiati i vari personaggi incontrati lungo la serie televisiva ad essermi davvero interessate. Ci sono proprio tutti, da Krysten Ritter a Bryan Cranston, da Jonathan Banks a Robert Forster - morto il giorno dopo il rilascio del film su Netflix - ma i brevi omaggi a loro dedicati non bastano a farmi valutare in maniera del tutto positiva un film in cui per due ore mi sono domandato se sentissi davvero il bisogno di vederlo, rispondendomi di no a più riprese. Peccato principalmente per le aspettative che avevo, peccato ancora di più per coloro che nel film ci credevano davvero, mentre io invece ero un po' più scettico. Peccato perchè di una conclusione alle vicende di Pinkman non ne avevo bisogno e alla fine le aspettative sono state un po' deluse.

Voto: 5,5

2 commenti:

  1. Non lo aspettavo minimamente, però trovo giusto che anche Jesse Pinkman (oscurato dal suo celebre socio in “Felina”) abbia avuto un finale tutto dedicato a lui. “Breaking Bad” si è concentrata ossessivamente su giorni, se non proprio intere ore, nella vita dei personaggi, mancavano le ultime ore di racconto di Jesse. Ok magari non aggiungono molto (anche perché BB è finito con “Ozymandias”), ma non mi è dispiaciuto tornare nel mondo di questi personaggi, peccato per i chili di troppo di Jesse Todd, che ti tirano proprio fuori dalla storia. Cheers!

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  2. Per me una delle maggiori delusioni dell'anno.
    Che spreco, che noia.

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