lunedì 28 ottobre 2019

MOVIES FOR HALLOWEEN 2019 - Wounds di Babak Anvari (2019)

USA, Regno Unito 2019
Titolo Originale: Wounds
Regia: Babak Anvari
Sceneggiatura: Babak Anvari
Durata: 94 minuti
Genere: Horror


Nel corso della settimana passata mi sono preso due giorni di latitanza, complici la scarsa ispirazione su cosa scrivere sui film visti ultimamente e anche il passaggio non meno importante del mio ventinovesimo compleanno, che ho festeggiato a dovere nella mia birreria di fiducia - che tra l'altro lo stesso giorno di quattro anni fa apriva i battenti, quindi anche loro festeggiavano qualcosa. Siamo però arrivati nella settimana di Halloween e, come da tradizione, qui sul blog si parla di film horror per tutti i giorni che precederanno quella che per i rompicoglioni non è una festività degna di nota - SI FANNO I RITIH SATANICHI!!!1!!ELEVEN - e a dirla tutta nemmeno per me lo è, o meglio è solamente un'occasione per spararmi film horror a profusione - più di quanto faccio durante tutto il resto dell'anno - e di consigliare o sconsigliare alcune visioni tramite le pagine di questo blog. Mi sono dunque imbattuto la scorsa settimana nella visione, su Netflix, di "Wounds", film horror presentato all'ultimo Sundance e diretto da Babak Anvari, regista iraniano al suo secondo film dopo il successo di "Under the Shadows", che ancora non sono riuscito a vedere nonostante i consigli ricevuti a destra e a manca. Per questo suo primo lavoro negli Stati Uniti il regista si avvale di un cast magari non eccelso - soprattutto per coloro con la puzza sotto al naso -, ma comunque di buon livello nel quale figurano, tra gli altri, una sempre bellissima Dakota Johnson dopo l'ottima interpretazione data in "Suspiria" di Luca Guadagnino, e Armie Hammer, il cui ultimo suo film che ho visto è stato "Chiamami col tuo nome".
Will è un barista che vive a New Orleans e lavora in un pub chiamato Rosie's. Una sera, mentre sta chiacchierando con i suoi clienti più affezionati, un gruppo di ragazzini del liceo entra nel locale, chiedendo degli alcolici. Will decide di servirli comunque, nonostante le leggi statunitensi glielo impediscano, ma poco dopo all'interno del locale scoppia una rissa in cui viene coinvolto uno dei suoi clienti, Eric, che è perennemente ubriaco. Nel corso della rissa l'uomo verrà tagliato al volto con una bottiglia rotta, mentre i ragazzini, dopo che Will ha chiamato la polizia, se ne vanno dal locale, dimenticando un cellulare. Preso il cellulare e portatolo a casa, l'uomo inizia a ricevere messaggi da un certo Garrett, che sostiene di essere spaventato e che qualcuno lo sta seguendo. Nel frattempo sul cellulare ritrovato, continuano ad arrivare strani messaggi, a volte semplicemente disgustosi, mentre altre volte ritraggono scene di morte raccapriccianti, che finiranno sotto gli occhi di Carrie, la fidanzata di Will, che cercherà in tutti i modi di convincerlo a portare il cellulare alla polizia, mentre lui comincerà ad essere protagonista di strani eventi che lo porteranno sempre più verso la paranoia e il disturbo mentale.
Un'opera stranissima questo "Wounds" per la quale al termine della visione, sicuramente affascinante, ma, per quanto mi riguarda, non del tutto efficace a livello narrativo, sono dovuto andarmi a leggere più di una spiegazione su internet per capirne bene il susseguirsi degli eventi e ciò a cui la pellicola voleva portarci. Personalmente io sono dell'idea che se un film o una qualsiasi opera audiovisiva ha bisogno di un libretto di istruzioni per essere compresa allora vuol dire che c'è qualcosa che non va: non sono uno di quelli che da un film vuole avere tutto chiaro e la pappa pronta dall'inizio alla fine, anzi, mi piace molto quando magari una pellicola si rivela essere piuttosto enigmatica, ma comunque vuole portarti o a dare una tua interpretazione o a ragionare su quanto visto per arrivare a ciò che pensava il regista, non amo quando dopo aver guardato un film devo andarmi a leggere il manualetto per comprenderlo, se qualcuno deve fare uno sforzo per spiegare un film a qualcun altro allora vuol dire che non si è sforzato abbastanza il regista nel farlo. Proprio questa è la sensazione che ho provato al termine della visione di questo "Wounds" che, dietro ad uno stile registico affascinante e ad una regia impeccabile dal punto di vista tecnico, ci pone davanti ad una narrazione estremamente criptica che, nonostante tutto l'impegno possibile ho fatto una fatica tremenda a seguire.
Per quanto riguarda la componente horrorifica, "Wounds" riesce a tratti nel suo obiettivo di inquietare, la paura non è mai eccessiva e non si fa uso di jumpscare e di paura chimica, ma viene costruita una tensione crescente lungo tutta la durata della pellicola in cui, spesso e volentieri, sono gli scarafaggi a diventare protagonisti del disturbo che viene creato all'interno dello spettatore. Peccato che questa tensione venga un po' smorzata dal fatto che i fatti che vengono narrati nel corso della narrazione si facciano davvero fatica a seguire. "Wounds", grazie anche alle buone interpretazioni di Armie Hammer, bravo nel dare vita alle sue ossessioni in maniera estremamente credibili, e di Dakota Johnson, vittima inconsapevole degli eventi, ma personaggio importante che riesce a rimanere impresso, è uno di quei film che sarebbe tranquillamente potuto essere una discreta bomba, mentre risulta essere solo un interessante esperimento che si perde in una narrazione troppo criptica a fronte di un livello tecnico decisamente sopra la media, considerato soprattutto l'andazzo dei film che vengono portati direttamente su Netflix nell'ultimo periodo. Non mi sento dunque nè di sconsigliarlo nè di bocciarlo totalmente, forse qualcuno con una mente più aperta della mia e con un mood differente durante la visione della pellicola potrà cogliere tutte quelle sfumature che io sono riuscito a cogliere solo dopo aver letto il libretto di istruzioni.

Voto: 6

1 commento:

  1. Una bella sorpresa questo film, autoriale e ambizioso. Piaciuto più delle aspettative!

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