venerdì 11 ottobre 2019

Beata ignoranza di Massimiliano Bruno (2017)

Italia 2017
Titolo Originale: Beata ignoranza
Sceneggiatura: Massimiliano Bruno, Herbert Simone Paragnani, Gianni Corsi
Durata: 102 minuti
Genere: Commedia


Non ho mai negato, soprattutto negli ultimi anni, quanto a volte senta il bisogno nel profondo di guardarmi una commedia italiana, di quelle con gli attori che mi piacciono e spesso e volentieri tra questi attori ci sono Alessandro Gassmann o Marco Giallini, o addirittura ancora, come nel caso di "Beata ignoranza", entrambi. Personalmente non sono un amante di quelle commedie che cercano di farti ridere in modo sguaiato o ignorante - anche se in qualche caso rarissimo apprezzo anche quelle - così come non sono nemmeno io il tipo che ride di gusto, a livello cinematografico preferisco di gran lunga quelle commedie che ti fanno sorridere e riflettere e, se riescono anche a farmi stare un po' meglio con me stesso e con il mondo - cosa, che ammetto, è complessissima visto il mio carattere - guadagnano un punto in più. Protagonisti di "Beata ignoranza" sono i già citati Alessandro Gassmann e Marco Giallini, il primo lo apprezzo, non esageratamente, ma alla fine non mi è mai dispiaciuto il suo modo di recitare, mentre il secondo invece è uno dei miei attori italiani preferiti, se la gioca con Luca Marinelli che però è uscito in particolare nel giro degli ultimi quattro o cinque anni. Regista del film è Massimiliano Bruno, che negli ultimi anni ha diretto anche "Gli ultimi saranno ultimi" con Paola Cortellesi e "Non ci resta che il crimine" - altra commedia che non mi è per nulla dispiaciuta - con i due attori protagonisti di questo film.
Ernesto e Filippo sono due professori, il primo di italiano, mentre il secondo di matematica. Le loro personalità e i loro metodi di insegnamento sono agli antipodi: il primo è severo e rigido e rifiuta in qualsiasi modo l'innovazione tecnologica, mentre il secondo è amichevole, un vero e proprio seduttore e fa della tecnologia uno dei suoi principali strumenti di conoscenza. I due si odiano profondamente per un evento legato al passato di entrambi, ma si ritrovano ad insegnare nella stessa scuola. Il loro scontro finirà per prendere forma nel momento in cui si farà viva Nina, la figlia di Ernesto, che sottoporrà entrambi ad un esperimento, per il documentario che sta girando: Ernesto dovrà avvicinarsi alla tecnologia, utilizzare quotidianamente il computer e aprire un account sui social ed affrontare questo tipo di vita per un mese, mentre Filippo dovrà cancellare tutti i suoi account e non potrà avere nessun contatto con la tecnologia per un mese.
Per quanto riguarda "Beata ignoranza" - anche se io solitamente sono più portato a dire "Beato te che non capisci un cazzo", ma questa è tutt'altra storia - diciamo che non ci troviamo davanti ad un film eccezionale, quanto più che altro ad una di quelle commedie che si guardano quando si ha poca voglia di cimentarsi in visioni impegnative e si vuole passare un'ora e mezza in spensieratezza. Ci sono sempre, nella vita di ognuno dei giorni in cui si sente il bisogno di vedere film del genere e c'è da dire che, da questo punto di vista, "Beata ignoranza" sa fare abbastanza bene il suo lavoro, talvolta estremizzando abbastanza i concetti legati all'uso e all'abuso della tecnologia, altre volte banalizzandoli, ma non è lì che risiedono i pregi del film, quanto più che altro nel rapporto di odio tra Ernesto e Filippo che, in seguito alla rivelazione del loro passato comune, comincia piano piano a trasformarsi in amicizia e a diventare un rapporto vero e sincero, in cui è il loro interesse comune a giovare ad entrambi. Insomma, non siamo davanti al film dei film, ma come al solito io con queste commedie italiane mi ci trovo abbastanza bene, le guardo senza problemi e passo un'ora e mezza senza pensare troppo alla mia vita, cosa che diventa utilissima una volta ogni tanto.

Voto: 6,5

2 commenti:

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    Satta king

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  2. Per me così così, però il già non essere la classica commedia italiana moderna è tanto.

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