lunedì 12 marzo 2018

Red Sparrow di Francis Lawrence (2018)

USA 2018
Titolo Originale: Red Sparrow
Regia: Francis Lawrence
Sceneggiatura: Justin Haythe
Cast: Jennifer Lawrence, Joel Edgerton, Matthias Schoenaerts, Charlotte Rampling, Mary-Louise Parker, Jeremy Irons, Ciarán Hinds, Joely Richardson, Sakina Jaffrey, Douglas Hodge, Bill Camp, Thekla Reuten, Hugh Quarshie, Sasha Frolova, Kristof Konrad, Sebastian Hülk, Kincso Norah Petho, Sergei Polunin, Nicole O'Neill, Makar Zaporozhskiy
Durata: 139 minuti
Genere: Thriller


"Red Sparrow" prometteva, sin dal trailer, di essere il film in grado di uccidermi definitivamente. Un ictus, un'ischemia cerebrale e un infarto del miocardio erano, almeno da parte mia, i motivi più gettonati riguardanti la mia morte guardando questo film, per colpa di quella bella mia coetanea che è Jennifer Lawrence - che a dirla tutta o è lei che dimostra più di 28 anni, pur rimanendo una gran gnocca, oppure sono abituato io a vedere mie coetanee che sembrano più giovani, ma questo è un altro discorso -. Fortunatamente, o forse per certi versi purtroppo, sono sopravvissuto alla visione di questo film e sono qui per raccontarvelo, anzi no, forse per recensirvelo più che raccontarvelo, che immagino qualcuno di voi se lo voglia ancora andare a vedere. Il film segna poi la quarta collaborazione tra Jennifer Lawrence e Francis Lawrence, che nonostante il cognome non sono parenti manco per sbaglio, ma hanno già lavorato insieme in "Hunger Games: La ragazza di fuoco" e nelle due parti di "Hunger Games: Il canto della rivolta", trovandosi, devo dire, più che bene con una saga indirizzata ad un pubblico prettamente adolescenziale, ma nella quale i vari sottotesti politici lasciavano aperte riflessioni mica male.
Con "Red Sparrow" si apre un nuovo capitolo per la carriera del regista, che sposta la sua attenzione verso la Russia, narrando la storia di Dominika Egorova, ballerina di talento interpretata da Jennifer Lawrence, che dopo un incidente non troppo incidente durante uno spettacolo è costretta ad abbandonare la carriera. Dopo aver assistito ad un omicidio, nel quale era stata coinvolta con l'inganno, viene ricattata e costretta a seguire una scuola per Sparrow, una branca dei servizi segreti russi in grado di addestrare spie e assassini che usano come arma principale il loro fascino e le loro abilità sessuali. Il suo primo incarico in quanto Sparrow è collegato a Nathaniel Nash, interpretato da Joel Edgerton, agente della CIA che da tempo gestisce una talpa in Russia che con ogni probabilità fa parte delle alte sfere dei servizi segreti del paese.
Come avevo già avuto modo di anticipare nella rubrica sui trailer, con la quale avevo annunciato la mia intenzione di guardare questa pellicola, devo ammettere che le storie di spionaggio classiche non mi hanno mai appassionato più di tanto, tant'è che ad esempio "La talpa", osannato ed apprezzato praticamente da tutti, a me ha annoiato terribilmente. Il trailer di "Red Sparrow" però lasciava intendere che in qualche modo il film potesse essere una sorta di riedizione di "Atomica bionda", in cui il ritmo forsennato e la tanta azione non mi hanno fatto pesare particolarmente l'appartenenza al genere di spionaggio. Purtroppo però ciò che mi sono ritrovato davanti è stato un film non particolarmente in grado di gestire al meglio il ritmo - qui si parla tanto, tanto e tanto - e in cui l'azione viene piuttosto messa da parte, per lasciare spazio in maniera preponderante alla componente spionistica da una parte e sessuale dall'altra. Più e più volte nel corso della visione della pellicola ho manifestato la mia ignoranza chiedendomi se gli Sparrow esistessero o fossero esistiti veramente: internet non mi sta venendo troppo in soccorso, ma il romanzo omonimo da cui il film è tratto, scritto da un ex agente della CIA, potrebbe lasciare intendere che in qualche modo questa branca spionistica esista. E se dovesse esistere appare anche ben chiaro l'intento dello scrittore prima e del regista poi di fare una sorta di denuncia verso l'utilizzo del proprio corpo, con le immagini dell'addestramento di Dominika che, anche se sicuramente edulcorate, mi sono parse sin troppo forti nel vedere una donna costretta ad imparare a utilizzare il proprio corpo come arma. Così come è anche chiaro che la nostra protagonista sia rappresentata come l'eroina della situazione, che non si piega sin dall'inizio ai poteri forti e non è disposta a dare il proprio corpo per il bene della nazione, tant'è che l'intento di denuncia non mi è sembrato fosse riuscito particolarmente bene.
Passando dai sottotesti del film alle varie componenti della pellicola in quanto tale, a livello registico non ricordo particolari guizzi da parte di Francis Lawrence, che con la saga di "Hunger Games" ci aveva abituati ad una regia solida con qualche bella inquadratura ben assestata e che qui non pare migliorarsi da quel punto di vista, dando l'impressione di fare un po' il compitino. Dal punto di vista della sceneggiatura ho avuto in più momenti la sensazione che mancasse qualcosa tra una scena e l'altra, una scena di raccordo che spiegasse il perchè si fosse arrivati ad un certo momento. E se certe cose mancano in un film che dura due ore e venti minuti potrebbe essere un po' un problema, che si aggiunge al fatto che durante quasi tutta la visione non è che mi sia sentito particolarmente coinvolto dalla vicenda, che con fatica mi teneva attento e che mi ha risvegliato seriamente solo in quei momenti in cui Jennifer Lawrence è più bona, anche se in realtà lo è sempre. E, a parte una scena, quei momenti sono tutti nel trailer e nelle foto del film che già circolavano in rete. Non oso poi pensare a quella famiglia di fianco a me che, presa dalla noia profonda, si è persa la scena finale con il suo colpo di scena, che io anche se in un modo un po' diverso mi ero abbastanza immaginato, peccato che questo colpo di scena comporti il rientro in scena di un personaggio che per quasi tutto il film non viene nemmeno mai calcolato. Peccato poi il fatto che non si sia giocato particolarmente bene sul dualismo tra Dominika e suo zio interpretato da Matthias Schoenaerts, un dualismo che dovrebbe essere il punto centrale del film, ma che viene solamente accennato in quei momenti in cui fa più comodo alla pellicola stessa.
Insomma, non dico che a livello assoluto "Red Sparrow" sia un brutto film, anzi alla fin fine, complice il buon colpo di scena finale, si lascia guardare abbastanza tranquillamente, non senza qualche difficoltà dovuta al ritmo non troppo sostenuto. Mi sarei aspettato però qualcosina in più e, se proprio devo dirla tutta, il trailer mi ha tratto parecchio in inganno.

Voto al film: 5
Voto a Jennifer Lawrence: 8
Conta degli infarti del miocardio, ischemie cerebrali o ictus: 1

1 commento:

  1. Siamo sempre allineati ;-) Ho in canna il post su questo film, ma davvero mi è parso poca roba, anche urticante, certo JLaw si lascia guardare, ma preferisco cento "Madre!" a questa roba. Cheers!

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