mercoledì 21 marzo 2018

Sono tornato di Luca Miniero (2018)

Italia 2018
Titolo Originale: Sono tornato
Regia: Luca Miniero
Sceneggiatura: Luca Miniero, Nicola Guaglianone
Cast: Massimo Popolizio, Frank Matano, Stefania Rocca, Gioele Dix, Eleonora Belcamino, Ariella Reggio, Massimo De Lorenzo, Giancarlo Ratti, Guglielmo Favilla, Luca Avagliano, Daniela Airoldi, Alessandro Cattelan, Enrico Mentana, Piera Russo
Durata: 100 minuti
Genere: Commedia


È stato il protagonista del primo episodio della rubrica della Domenica sui trailer dei film che attendo e che mano a mano vengono commentati sul blog, ma alla fine ho aspettato all'incirca un mese e mezzo prima di riuscire a vedere "Sono tornato", l'ultimo film di Luca Miniero remake in salsa italiana del film tedesco "Lui è tornato", prodotto e distribuito nel nostro paese da Netflix. Se nel film tedesco si ipotizzava un ritorno in vita di Adolf Hitler, nel remake italiano l'ovvio ritorno è quello di Benito Mussolini e qui partivano tutte le mie perplessità sula pellicola, non tanto per la sua qualità, quanto più che altro per come il pubblico potesse accoglierlo, visto che qui in Italia di nostalgici del fascismo ce ne sono ancora tanti - che poi nostalgici di cosa qualcuno me lo dovrà spiegare, dato che a fare due calcoli una persona che per aver vissuto il fascismo in pieno e per tutta la sua durata dovrebbe avere, come minimo, centodieci anni e che io sappia non ce ne sono poi così tanti in Italia - e che, ad andare a vedere il film al cinema, sarei stato abbastanza sicuro di dover litigare con qualcuno in grado di fare commenti idioti.
"Sono tornato" rispecchia in tutto e per tutto lo svolgimento di "Lui è tornato", le battute sono molto simili anche se trasportate nel contesto italiano, così come sono molto simili le gag comiche, così come sono presenti dei brevi momenti realizzati in candid camera in cui viene fuori l'opinione, decisamente discutibile, di alcuni appartenenti del popolino italiano. Insomma, per poter parlare di questo film potrebbe tranquillamente bastare aver visto l'originale tedesco, immaginarsi qualche spostamento delle battute su un contesto italiano e il gioco è fatto, nulla di più e nulla di meno. D'altronde il regista Luca Miniero è abituato ad operazioni del genere dato che con "Benvenuti al sud" aveva praticamente copiato battuta per battuta "Giù al nord". Ad interpretare Benito Mussolini nei giorni nostri è l'attore genovese Massimo Popolizio, già visto in svariati film italiani e qui secondo me perfetto nell'imitare, senza cadere nello scimmiottamento, Mussolini nelle sue movenze e nel suo tono di voce autoritario e convincente. Ad interpretare invece il documentarista che segue il dittatore nelle sue gesta abbiamo Frank Matano, che non è che reciti alla grande in questo film, ma devo dire che l'ho visto meglio di altre volte se devo essere sincero.
Se la riflessione sul film, visto l'originale tedesco, non è che si possa tanto fare, si può però parlare dell'impatto che il film può avere avuto sulla popolazione. Innanzitutto sono felicemente sorpreso del fatto che nessun gientista di Facebook abbia creduto che il film fosse realistico o tratto da una storia vera, così come sono sorpresissimo del fatto che nessuno abbia sperato che gli eventi del film si realizzassero veramente. Ed è proprio qui che sta il valore di questo film, che forse, conoscendo un minimo il paese in cui vivo e la gente che ci vive, risulta essere ancora più terrificante, per i suoi contenuti, dell'originale: mentre in Germania l'argomento Adolf Hitler è quasi un tabù ed è particolarmente difficile vedere i tedeschi scherzare su una delle epoche più buie della loro storia - ma sono stati bravissimi a prenderla con ironia - qui il fascismo è ancora abbastanza radicato, tanto che ancora nel 2018 ci sono partiti a stampo fascista che si presentano alle elezioni parlamentari ed ho trovato la cosa seriamente preoccupante, perchè la massa ritratta nel film si ritrova ad approvare quelle stesse frasi demagogiche e dispotiche che ancora oggi sentiamo dire da determinati esponenti politici.

Voto: 6,5

4 commenti:

  1. Sono soddisfatto del film, lo reputo migliore del film tedesco. Ammetto però che ancora non ho letto il romanzo...
    Vorrei rivederlo per rendermi conto di alcune cose. Anch'io sono sorpreso sulle riflessioni finali. Sopratutto per le polemiche, che sono state quasi nulle... Temo che le persone che prende di mira non l'abbiano proprio visto.

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  2. Mah... non sono troppo d'accordo con la tua analisi, sai? Il fatto che in Germania Hitler sia un "tabù" dimostra che i tedeschi hanno fatto i conti con il passato, mentre in Italia c'è ancora chi reputa Mussolini un "grande statista" e chi dice "ha fatto anche cose buone"... per non parlare di quelli (tanti) che lo rivorrebbero. Noi italiani siamo la gente con la memoria più corta del mondo.

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  3. Proprio perché non lo hanno vissuto ci fanno su (strambi) sogni di gloria, altrimenti… Vabbè non divaghiamo. Ma la locandina del film è davvero a testa in giù oppure devo considerarlo un tuo colpo di genio? :-P Ok Ho promesso di non divagare!

    La rete di sicurezza del film Tedesco (che secondo me era migliore e più intelligente come operazione di questo remake) aiuta la qualità generale, ma è un film che non ha sollevato nemmeno le polemiche che era lecito attendersi, ed in questo sono molto d’accordo con Kris qui sopra. Forse sarebbe stato meglio portare sul grande schermo il fumetto “Quando c'era LVI” sarebbe stato più adatto a questo strambo Paese a forma di scarpa. Cheers!

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    1. La locandina l'ho messa a testa in giù io, sarebbe stato geniale trovarla giá capovolta... :D.

      Devo leggere quel fumetto prima o poi

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