mercoledì 13 giugno 2018

Trauma di Dario Argento (1993)




Italia, USA 1993
Titolo Originale: Trauma
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, T.E.D. Klein
Cast: Piper Laurie, Asia Argento, Frederic Forrest, Christopher Rydell, Laura Johnson, James Russo, Hope Alexander-Willis, Sharon Barr, Ira Belgrade, Brad Dourif, Dominique Serrand, Isabell Monk, Cory Garvin, Terry Perkins, Tony Saffold, Peter Moore, Lester Purry, David Chase, Jacqui Kim, Rita Vassallo, Stephen D'Ambrose, Bonita Parsons, Gregory Beech, Kevin Dutcher, Kathy Quirk, E.A. Violet Boor, Les Exodus, Onesmo Kibira, Innocent Mafalingundi, Charles Petrus, Lance Pollonais, Fiore Argento
Durata: 105 minuti
Genere: Thriller


Dopo aver visto "Due occhi diabolici", film ad episodi che segnava una ulteriore collaborazione con George A. Romero dopo aver partecipato al montaggio della versione italiana di "Zombi", ecco che entriamo nel vivo della produzione di Dario Argento per quel che riguarda gli anni novanta, quelli che, secondo molti critici, hanno segnato l'inizio del declino del regista. Personalmente non posso dire la stessa cosa, semplicemente perchè, dopo "Phenomena" del 1985, non avevo visto nessuno dei film del regista fino a "La terza madre" del 2007, quindi la produzione argentiana degli anni novanta e quella dei primi anni duemila la sto esplorando ora per questo speciale e andrò avanti ad esplorarla nel corso delle prossime settimane, per portare a termine questa infinita rassegna e magari iniziarne subito un'alta - fa l'occhiolino e ammicca prepotentemente alla telecamera -.
Siamo dunque arrivati a "Trauma", film che segna la prima collaborazione del regista con la figlia Asia Argento, per la quale sinceramente non ho mai capito cosa, a parte l'ovvio amore paterno, ci abbia visto per quel che riguarda le sue doti come attrice. Ma la cosa ancora più strana e che fatico a spiegarmi è il fatto che la ragazza abbia pure fatto una discreta carriera negli anni successivi e per capire questa cosa mi appello a qualcuno, se dovesse esistere, che pensa sia una brava attrice, per spiegarmi cosa possa spingere ad un'affermazione del genere. La protagonista del film è Aura Petrescu, interpretata da Asia Argento, figlia di due medium professionisti che, durante una seduta spiritica, vede i suoi genitori fuggire nel bosco. Nel seguirli scorgerà le fattezze di un assassino che tiene nelle mani le teste della madre e del padre e disperata, decide di suicidarsi lanciandosi da un ponte. Verrà però salvata da un giovane che comincerà a prendersi cura di lei come se fosse una sorella.
Siamo di nuovo davanti ad un Dario Argento che si dedica al genere thriller e lo fa ancora una volta seguendo quello che è lo schema più classico dei suoi film, ovvero far condurre le indagini sugli omicidi a persone che ne vengono coinvolte direttamente, ma che non sono persone del mestiere. Altra questione che ritorna come nei suoi primi film è il fatto di far credere allo spettatore determinate cose nella prima scena - la morte dei due genitori - per poi ribaltarle totalmente in un finale con un gran colpo di scena che fa capire allo spettatore di aver avuto la risposta davanti agli occhi sin dall'inizio, ma non è riuscito a vederla perchè concentrato su altro - l'assassino è in realtà la madre di Aura e no, questo non è spoiler perchè se sono passati più di cinque anni non è spoiler -. È interessante anche l'atmosfera che il regista crea per tutta la durata del film e azzeccata mi è sembrata anche la colonna sonora composta da Pino Donaggio, scelto al posto dei Goblin perchè più noto al pubblico americano e già aveva composto colonne sonore per film di Brian De Palma.
Il tutto ovviamente è in tono molto minore rispetto ai suoi più grandi lavori, ma personalmente devo dire che, a parte qualche scelta un po' infelice e che a volte cade nel trash e nell'eccesso smodato, mi è piaciuto sicuramente più di "Opera", con la sola differenza che in "Opera" l'attrice protagonista sapeva come stare in scena e la sua recitazione era credibile, mentre Asia Argento si lascia andare troppo spesso a smorfie insensate e ha per tutto il tempo un modo di recitare che enfatizza ogni sua battuta, cosa che personalmente detesto da parte di qualsiasi attore. Non avendo visto gli altri film degli anni novanta di Dario Argento ora la domanda sorge spontanea: ma davvero sarà tutto un disastro da qui in avanti? Beh, nel corso delle prossime settimane vedremo cosa ha fatto il regista di così scandaloso nel corso del mio primo decennio di vita!

Voto: 6,5

1 commento:

  1. Qui urge davvero un ripasso, perché sono certo di averlo visto in seconda serata in un passaggio tv (quindi sospetto pure i soliti tagli televisivi) e poi mai più, ricordo Asia giovanissima e poi il niente. Ma il bello di questa tua rubrica a tema Argentiano è anche questo, mi mandi a casa con i compiti da fare ;-) Cheers!

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