martedì 28 gennaio 2020

1917 di Sam Mendes (2019)

USA 2019
Titolo Originale: 1917
Regia: Sam Mendes
Sceneggiatura: Sam Mendes
Durata: 119 minuti
Genere: Guerra


A differenza della Seconda Guerra Mondiale, la Prima non è uno di quei temi particolarmente battuti dal cinema, soprattutto negli ultimi anni e, personalmente, l'unico film sul tema che ricordo di aver visto è "Torneranno i prati" di Ermanno Olmi. Siamo però in periodo di Oscar e già di tempo si vociferava del fatto che uno dei grandi favoriti per fare incetta di nomination e di premi potesse essere proprio "1917" di Sam Mendes, regista che giusto vent'anni fa vinse il premio per il miglior film per il suo "American Beauty". All'interno della pellicola sono presenti come protagonisti George MacKay e Dean-Charles Chapman, mentre fanno la loro comparsa anche attori decisamente più navigati come Benedict Cumberbatch e Mark Strong, con spazio anche per Richard Madden, direttamente da "Game of Thrones" e dalle sue recenti esperienze in altre serie televisive. Il film ha fatto subito parlare di sè per la particolare tecnica con cui è stato realizzato, ovvero una serie di piani sequenza montati ad arte in modo che l'intero film sembrasse realizzato con un'unica inquadratura, un po come venne fatto con "Birdman" o, per andare un bel po' più indietro, anche con "Nodo alla gola" di Alfred Hitchcock. La cosa subito mi ha messo qualche dubbio: da una parte la tecnica del piano sequenza è una cosa che adoro - e che fa sempre particolarmente bagnare i giurati dell'Academy - mentre dall'altra avevo un po' paura che ci potessimo trovare davanti ad un ottimo lavoro dal punto di vista tecnico, senza però una vera e propria anima a livello di sceneggiatura.
La trama del film è molto semplice e sinceramente non so se si tratti di una storia realmente accaduta oppure di un fatto inventato di sana pianta, ma ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. A quanto pare, vedendo i titoli di coda, sembra che la storia sia stata ispirata dai racconti del nonno di Sam Mendes, quindi non direttamente collegati ad un evento storico, ma comunque in qualche modo ispirati, come preventivabile, ad una serie di eventi realmente accaduti. Si narra dunque la storia di William Schofield e Tom Blake, due caporali a cui viene dato l'ordine dal loro capitano di recarsi da un gruppo di commilitoni vicini per avvertirli di una trappola ordita dai tedeschi, ritiratisi lungo la Linea Hindenburg. La consegna dell'ordine diretto potrebbe portare al salvataggio di un gruppo di 1600 soldati che, ignari della trappola, stanno per attaccare il nemico tentando di conquistare terreno prezioso per il destino del conflitto.
Come già detto, a far parlare di sè inizialmente per quanto riguarda "1917", già vincitore dei Golden Globe per la miglior regia e per il miglior film drammatico, è stata più che altro la particolare tecnica registica utilizzata. Essendo dunque il piano sequenza una delle tecniche che più apprezzo, un po' per la difficoltà realizzativa e un po' per la sua resa sullo schermo che è sempre spettacolare, a qualsiasi genere la si associ - vedi ad esempio il piano sequenza della prima scena di "La La Land" o quello della scena introduttiva di "Guardiani della Galassia Vol. 2". Inutile dunque dire che, dal punto di vista tecnico, "1917" risulta essere sicuramente un ottimo film, che presenta oltre a questo anche una fotografia curata nei minimi dettagli e una colonna sonora coinvolgente e ansiogena. Merito del film a livello narrativo anche il fatto che l'inquadratura seguisse sempre o quasi i protagonisti, facendoci vedere spesso e volentieri inquadrature non propriamente in soggettiva, ma di spalle al protagonista, un po' come nel videogioco "Call of Duty", amplificando in me un senso di ansia continuo, perchè non potevo prevedere cosa sarebbe accaduto, tanto che più volte mi sono trovato a saltare sulla sedia per uno sparo o un'esplosione improvvisa che non mi aspettavo minimamente. Da segnalare poi la presenza di alcune scene veramente spettacolari, una su tutte sul finale, una scena esaltante e carica di tensione.
Punto debole di un film secondo me molto forte con cui Sam Mendes, salvo scandali o ribaltoni o la premiazione di "Parasite" in questa categoria, che un po' auspico, dovrebbe vincere l'Oscar per la miglior regia, è la sceneggiatura, scritta proprio dallo stesso regista. Non che questa sia una sceneggiatura brutta o priva di significato, semplicemente, dal punto di vista della storia, sono cose che si sono già viste in molti altri film di guerra e dal punto di vista sceneggiativo non si è aggiunto proprio nulla di nuovo al genere o al tema trattato, anche perchè credo sia quasi impossibile farlo oramai. Essendo lo svolgimento abbastanza prevedibile forse forse penso che il film non possa meritare l'Oscar come miglior film e sinceramente non lo vedo nemmeno come uno dei favoriti al titolo finale, fosse uscito lo scorso anno o un paio di anni fa lo avrei visto come una vittoria facile, ma quest'anno sono talmente tanti i film di qualità in gara che questo potrebbe tranquillamente fare incetta di premi tecnici, tra cui quello importantissimo della regia, senza però poter puntare al premio grosso. E' comunque uno di quei film che vanno guardati assolutamente al cinema per poterli apprezzare al meglio della loro potenzialità.

Voto: 8+

1 commento:

  1. Ho il post in rampa di lancia, quindi posso leggerti tranquillo. Deakins è una rockstar, trasforma ogni fotogramma in un quadro, ho apprezzato molte cose del film vedendolo, non so quanto reggerà alla prova del tempo, ma per ora va bene così. Cheers!

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