lunedì 13 maggio 2019

Pet Sematary di Kevin Kölsch, Dennis Widmyer (2019)



USA 2019
Titolo Originale: Pet Sematary
Regia: Kevin Kölsch, Dennis Widmyer
Sceneggiatura: Jeff Buhler, David Kajganich
Cast: Jason Clarke, Amy Seimetz, John Lithgow, Jeté Laurence, Hugo Lavoie, Lucas Lavoie, Obssa Ahmed, Alyssa Brooke Levine, Suzy Stingl, Maria Herrera, Kelly Lee
Durata: 100 minuti
Genere: Horror


Mi ricordo come se fosse ieri quando decisi, in occasione del compleanno di Stephen King, di recuperare "Cimitero vivente", film di Mary Lambert tratto dal romanzo "Pet Sematary". Io purtroppo per l'autore ho un certo rifiuto, ho provato a leggere il primo romanzo della saga de "La torre nera", ma l'ho lasciato a metà senza mai proseguire, provai anche a leggere "L'ombra dello scorpione", con gli stesi risultati e persino "Shining" - che sapete tutti quanto io adori il film - ho fatto moltissima fatica a portarlo a termine. Quindi, sia per quanto riguarda il primo film del 1989 sia per quanto riguarda questa seconda versione, non posso fare paragoni con il romanzo da cui sono tratte. Posso però, come è ovvio che sia, fare paragoni tra le due versioni, cosa che di solito uno quando guarda un remake vorrebbe evitare, ma molto spesso diventa abbastanza impossibile farlo. Innanzitutto alla regia abbiamo due registi come Kevin Kölsch e Dennis Widmyer che avevano già diretto in coppia "Starry Eyes", che mi era piaciuto veramente tanto. Nel cast abbiamo invece Jason Clarke nei panni di Louis Creed e Amy Seimetz nei panni di sua moglie Rachel, mentre nei panni del vicino Jud abbiamo John Lithgow, uno che da queste parti è sempre abbastanza apprezzato.
Nelle battute iniziali la pellicola segue bene o male quanto narrato nel film originale: la famiglia Creed, composta da Louis, Rachel e i due figli Ellie e Gage, si è appena trasferita in una casa di campagna. La famiglia, assieme al terreno su cui è costruita la casa, ha acquistato anche una certa quantità del terreno adiacente, di cui fa parte un cimitero degli animali in cui la gente del posto, da tempo, seppellisce i propri animali domestici. Durante la festa di compleanno di Ellie, Louis e Jud scoprono che il loro gatto Church è stato investito da uno dei tanti camion che passano vicino alla loro casa. Per paura di far fronteggiare alla figlia di soli nove anni la scomparsa del suo animale, ma anche la morte in generale, i genitori decidono di non dire nulla alla figlia, inventandosi che il gatto sarebbe scappato e potrebbe non tornare più. Jud e Louis per non vedere soffrire Ellie decidono di seppellirlo in un terreno particolare al di sopra del cimitero degli animali, che lo riporterà in vita nel giro di una sola notte. Questo gatto però non è più quello di prima e sembra essere particolarmente cattivo e violento.
Come ho già detto più e più volte, non ho mai letto il romanzo da cui sono tratti sia il film originale sia questa seconda versione, quindi mi è impossibile parlare della fedeltà all'opera originale, posso però mettere in parallelo le due pellicole e vedere cosa hanno di buono e di meno buono. Innanzitutto prendendo il film cercando di non pensare all'originale, la prima parte di presentazione dei personaggi e della vicenda non mi è dispiaciuta per nulla e qualche momento di tensione devo dire di averlo provato, soprattutto nei momenti in cui Louis inizia a vedere il ragazzo morto poche ore prima nella sua clinica dopo essere stato investito. Viene subito spiegato il problema irrisolto di Rachel riguardo la sorella morta quando era ancora bambina e viene mostrata la scena della sua morte, per la quale la donna si è sempre sentita in colpa, ma viene mostrata in maniera totalmente apatica, una spiegazione veloce, un flashback leggermente inquietante ma nulla di più, invece questa sarebbe dovuta essere una parte molto importante del film. Un'altra cosa che non mi è piaciuta particolarmente, soprattutto nella prima parte della pellicola, sono stati i jump-scare forzatissimi, il più delle volte dovuti a camion che sfrecciano ad altissima velocità sulla strada vicino alla casa dei protagonisti e suonano il clacson all'improvviso. Ora io voglio pure sforzarmi di capire i jump-scare e la paura chimica che essi creano, ma non me li fai con il rumore di un camion che sfreccia ad alta velocità, non ha nulla a che fare nè con la trama del film nè con il cinema horror in generale. Nella seconda parte, dal punto di vista puramente cinematografico, le cose mi sono sembrate migliori, nonostante un po' di freddezza di fondo nella narrazione, devo dire che qualche momento di tensione il film ha saputo darmelo, nonostante comunque gli spaventi improvvisi che sempre poco sopporto non manchino.
Confrontando le due opere cinematografiche tratte dal romanzo di Stephen King si può dire che nella prima parte il film segua, bene o male, l'andamento della pellicola di Mary Lambert, viene cambiata la storia della morte della sorella di Rachel, ma soprattutto le viene data meno importanza: la sorella di Rachel è un elemento fondamentale per lo sviluppo della sua personalità nel film del 1989 e i momenti in cui lei la rivede sul suo letto di morte mi hanno fatto venire gli incubi per qualche giorno, qui invece alla questione non viene data la giusta importanza e soprattutto viene narrata in maniera veloce e quasi indolore per lo spettatore, al netto del solito jump-scare che ovviamente non può mancare. La rivediamo solamente nel finale, ma ormai il suo effetto per l'economia del film era abbastanza scemato. A morire in questa nuova versione poi non è Gage, ma Ellie e, dopo la sua morte, "Pet Sematary" prende una strada completamente differente rispetto a "Cimitero vivente": possa essa piacere o meno, al netto dell'inquietudine che mi ha messo la bambina, a livello di sceneggiatura la scelta sul finale mi è parsa una discreta porcheria.
In definitiva questa nuova versione di "Pet Sematary" può certamente piacere a chi cerca un horror abbastanza spensierato e senza pretese, perchè sa creare una discreta dose di tensione, al netto degli eccessivi e senza senso jump-scare. Proprio quelle modifiche alla sceneggiatura, che ci stanno anche se si vuol fare una nuova versione, al contrario non mi hanno convinto per nulla, banalizzando i concetti espressi nella pellicola originale e risultando banali e assolutamente fuori luogo.

Voto: 5+

2 commenti:

  1. Prometto di ripassare a leggerti dopo aver visto il film, ancora non ne ho avuto il tempo (ormai i miei fine settimana sono dei luoghi barbari), ma il voto per me è la lapide, sentivo puzza di lettiera di gatto per questa nuova versione del romanzo, ti ringrazio così mi possono mettere l’anima in pace e godermi il “mio” John Lithgow. Cheers!

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  2. Regia non pervenuta, poco dramma, ma per me ampiamente sufficiente.

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