lunedì 9 luglio 2018

Il fantasma dell'opera di Dario Argento (1998)




Italia 1998
Titolo Originale: Il fantasma dell'opera
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Gérard Brach
Cast: Asia Argento, Julian Sands, Andrea Di Stefano, Nadia Rinaldi, Coralina Cataldi Tassoni, Enzo Cardogna, David D'Ingeo, Gianni Franco, Lucia Guzzardi, Aldo Massasso, Luis Molteni, John Pedeferri, Massimo Sarchielli, Leonardo Treviglio, Istvan Bubik, Zoltan Barabas, Kitty Kéri, Antonio Pupillo, Domenica Coppolino
Durata: 106 minuti
Genere: Horror, Drammatico


Mancano solamente cinque film al termine di questa interminabile maratona dedicato ad uno dei miei registi italiani preferiti - soprattutto per quel che riguarda il genere thriller e horror - e oggi mi tocca parlare di uno di quei film che vorrei che il regista non avesse mai diretto. Ammetto che, prima di fare questo speciale, non avevo mai visto "Il fantasma dell'opera" nè nella versione argentiana, nè in nessun'altra versione cinematografica, ma ne conosco a grandi linee la storia letteraria quindi giudicare il film per la sua aderenza alla vicenda - che pare essere minima - mi è praticamente impossibile. La questione vera e propria riguardo alla versione argentiana de "Il fantasma dell'opera" è semplicemente che siamo davanti ad un brutto film, sbagliato praticamente sotto tutti i punti di vista, un vero e proprio disastro in ogni suo aspetto. Per un regista che nel corso della sua carriera fino ad ora aveva sbagliato solamente "La sindrome di Stendhal", se escludiamo "Le cinque giornate" che non mi sento quasi di considerarlo un suo film, - con altri che non erano qualitativamente eccelsi, ma comunque piuttosto validi sia per la sceneggiatura sia per la regia - diciamo che con questo lavoro del 1998 il passo indietro rispetto agli ultimi lavori è qualcosa di veramente grosso e quasi inspiegabile, anche se prima o poi la bestialata era nell'aria.
Siamo a Parigi, nel 1877: alcuni operai del teatro dell'opera vengono divorati da una forza misteriosa, che attacca proprio mentre Christine Daaé, interpretata da Asia Argento alla sua terza collaborazione con il padre regista, sta provando una scena sul palcoscenico. Si scopre presto che il Fantasma, interpretato da Julian Sands, sarebbe uscito dai sotterranei proprio perchè invaghitosi della cantante. Da una parte Christine pare essere lusingata dalle attenzioni del Fantasma e comincia ad addentrarsi sempre di più nei sotterranei del teatro, dall'altra Raoul, il suo pretendente interpretato da Andrea Di Stefano, è deciso a proteggerla. Nel frattempo il Fantasma continua ad uccidere senza sosta. Dal punto di vista letterario "Il fantasma dell'opera" è una di quelle storie che ancora mi rammarico di non aver mai letto, rammarico a cui potrei rimediare tranquillamente, così come anche il fatto di non aver mai visto nessuna sua trasposizione cinematografica - e sono veramente tantissime, che siano esse fedeli al romanzo o meno - non gioca proprio a mio favore. Se poi l'unica trasposizione che abbia mai visto è questa robetta di bassissima qualità ecco che praticamente nulla di ciò che potrei dire in questa recensione potrebbe essere positivo.
Come già accennato all'inizio della recensione, fino a questo momento della rassegna che sto dedicando a Dario Argento, mi sento di dire che il regista abbia sbagliato solamente un film, quel "La sindrome di Stendhal" che arriva solamente due anni prima rispetto al lavoro di cui sto parlando oggi. Lo aveva sbagliato, sì, ma senza fare errori particolarmente gravi, semplicemente il film, che partiva abbastanza bene, calava in maniera piuttosto sensibile nella seconda parte. In "Il fantasma dell'opera" invece faccio seriamente fatica a trovare qualcosa di salvabile a partire dalle interpretazioni dei due protagonisti della vicenda: da una parte non riesco ancora a stancarmi nel dire che non ho capito benissimo che cosa si possa trovare di buono, dal punto di vista recitativo, in Asia Argento. Capisco che sia la bella di papà, ma questa, tra le tre viste finora, è senza ombra di dubbio la sua peggiore interpretazione, sembra essere totalmente fuori ruolo e ogni sua scena è enfatizzata all'inverosimile. Dall'altra pure Julian Sands è un vero e proprio disastro: ammetto, leggendo la sua filmografia su Wikipedia, di aver visto solamente un paio dei film in cui ha partecipato, però qui è veramente un cagnaccio inespressivo, rende il personaggio del Fantasma piatto all'inverosimile e le volte che tenta di dargli espressività finisce per enfatizzare anche lui in modo veramente irritante.
In secondo luogo un altro motivo per cui siamo davanti ad un film sbagliato da parte di Dario Argento è il fatto che non sembri affatto un suo film: non si vede praticamente in nessuna scena la sua mano, riconoscibilissima fino ad allora anche nei suoi film meno riusciti, così come si vede anche una certa svogliatezza nel tentativo di rielaborare la sceneggiatura per farla quadrare con le sue esigenze narrative. Il risultato è un film che oltre ad essere orrido visivamente, orrido per le interpretazioni dei due protagonisti, è anche piatto come poche altre cose abbia visto in vita mia. Insomma, alcuni dicevano che i disastri di Argento sono quelli degli anni novanta: fino ad ora non ero certo davanti ai suoi migliori film, ma di disastri veri e propri non ne aveva ancora fatti. Fino ad ora, appunto.

Voto: 3

1 commento:

  1. Lo ricordo poco lo ammetto, ma lo ricordo pure tremendo, però a proposito di ricordi, mi hai ricordato perché non ho mai avuto voglia di rivederlo ;-) Cheers

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